sabato 24 dicembre 2011

Auguri di buon Natale e buon Anno nuovo!


Lo staff di Sun Salvario Views augura a tutti buone feste!

venerdì 23 dicembre 2011

Be a traveller: San Salvario per anglofoni!


Dal blog giramondo "B(e)local: be a traveller not a tourist!" ecco un bel articolo su San Salvario...in inglese! Enjoy it!

At my first Couch Surfing meeting, while having my usual (almost trade-marketed) against-Turin speech, someone asked me to name at least one thing I love about this town; my instant replay was San Salvario, the multicultural suburb where I proudly live since when I moved to Turin. Having been working at Paratissima (a cultural manifestation involving all shops, clubs, restaurants and places in San Salvario) I had the chance to meet personally all those San Salvario people working and/or living in the area and to have access to some of its “secret” places (such as the amazing roof garden of the Studio 999 in via Goito). San Salvario reminds me of a big village which develops around the main square where the market takes place and where you know everybody’s faces from being kinda neighbours and hence you are allowed to say hallo and greet people within the San Salvario microcosm (which, believe me, it is not so obvious in the rest of this cold town!). What all San Salvario people have in common is the pride of belonging to this suburb, both the newcomers (mostly students, young artists and thirtysomethings with a creative job) and those always starting a speech about San Salvario with the Blade Runner line “I've seen things you people wouldn't believe”, referring to a inglorious past of the suburb which they had experienced until few years ago, when San Salvario was the “Bronx” of Turin. But, during the last few years, the area experienced a restyling: many restaurants, clubs and cultural places opened (meaning lights and people in the streets during the night), drugs and prostitutions became less tolerated, buildings were renovated and –of course- prices raised, forcing some of the “natives” to move somewhere else (as it happened to the African delicatessen “Lizzy Kitchen” -now in Corso Palermo).

That’s exactly when I arrived, just a couple of years ago, and started living/loving this area, the only area of the whole town were you can feel welcomed, sometimes even sheltered, regardless of where are you coming from. Meanwhile the restyling didn’t stop: the nightlife gravitational centre is slowing moving towards South, until the borderline of corso Bramante or even corso Dante, the underground line opened under via Nizza and many fancy/radical chic/indie clubs are opening all around, changing the shapes of an area which originally was more unconventional. Right now we are witnessing a sort of Monopoly game which is changing the soul of San Salvario by night, while independent cultural spaces are closing and standard nights clubs are opening, clubs which are very similar to the ones of other areas of the town (from where –it goes without saying- the Monopoly buyers are from…). But luckily all my favourite places are still there (and, hopefully, always will!); hence I can start my average San Salvario day having breakfast at Teapot, wandering around the Guazzabuglio shop, lunching with a delicious pizza at Marfi, spending time among the Trebisonda bookshelves, eating a kebab at Horas (which, by the way, is the first place in Turin where I have been, when I came here from Slovenia for the job interview), drinking a glass of Goccio di Bianco at Eno’ and ending the night in the sweetest way: a crepe and a glass of cider at Adonis in Largo Saluzzo, chatting with friends sat on the “blue chairs” in the middle of the square.

da blocal-beatravellernotatourist.blogspot.com (18/12/2011)

giovedì 22 dicembre 2011

Rassegna stampa: Abbattono un edificio, un muro sfiora i passanti


«Per un istante ho visto la morte in faccia», dice Maurizio Curcelli, ancora sotto choc. Ieri alle 9,30, mentre accompagnava il padre ottantunenne alla clinica Cellini per una visita, hanno rischiato di essere colpiti da un grosso frammento di muro spinto in strada da una benna che sta demolendo l’ex Consorzio agrario tra via Grosso e via Petitti.

«L’ho scansato per un soffio», dice Curcelli, che dopo aver chiesto l’intervento dei vigili urbani ha fatto anche una segnalazione alla procura. Quel frammento di parete esterna della palazzina («Sarà stato almeno tre metri per due») dopo aver sfiorato le teste ha proseguito la sua corsa finendo contro il cofano di una station wagon grigia in sosta lungo il marciapiede opposto, e scheggiando il parabrezza di un camion dei traslochi che stava scaricando mobili da un piano alto di un edificio di fronte al cantiere. Poi si è frantumato a terra.

«Se quel pezzo di muro mi avesse colpito non sarei qui a raccontare», dice Curcelli. Lo ha visto arrivare con la coda dell’occhio ad altezza viso dopo aver sentito il colpo della benna. E si chiede se «è normale che si demolisca una facciata esterna di una casa senza chiudere la via al transito?». Nel primo pomeriggio, l’architetto che dirige i lavori non era ancora stato informato dell’accaduto. «E’ stata disposta la sospensione della demolizione - comunica poi al telefono, nel pomeriggio - : riprenderà soltanto dopo la chiusura della via al traffico».

Un cantiere di oltre 7 mila metri quadri; un fabbricato da abbattere alto dodici metri. Il lavoro dura da mesi, «finora senza mai problemi», sottolinea l’impresa. Gli operai e il gruista che lavoravano alla demolizione, sono corsi in strada per assicurarsi che le due persone sfiorate dal frammento di parete fossero incolumi, e quale fosse l’entità del danno causato all’auto e al camion dei traslochi in sosta. «Hanno tolto le macerie e hanno ricominciato a lavorare come se nulla fosse per circa tre quarti d’ora, finché sono arrivati i vigili urbani», racconta polemico Curcelli.

Sono arrivate due pattuglie. A terra c’erano ancora frammenti di quel pezzo di parete. Gli agenti della polizia municipale hanno scattato foto, compilato il verbale con le dichiarazioni delle persone coinvolte e dei testimoni che stavano lavorando al trasloco. Non c’erano segnali stradali che impedissero il passaggio delle auto: «Vedendo che abbattevano la parete lungo la strada - precisa Curcelli - ho chiesto a uno degli operai se c’erano pericoli, mi ha risposto di passare senza problemi...». Un istante dopo le macerie lo hanno sfiorato.

di Marco Accossato, La Stampa (21/12/2011)

Qui sotto una fotografia d' archivio di Niccolò Suraci dell' area in ristrutturazione, sita fra via Grossi, via Petitti e via Tiziano, ex-Consorzio Agrario Provinciale di Torino.

domenica 18 dicembre 2011

Rassegna stampa: Il ministro Riccardi a San Salvario, "Renderete l'Italia migliore"


Torino, 16 dic. (TMNews) - Inno di Mameli, balli e canti, eseguiti da bambini provenienti da ogni parte del mondo ma che si sentono a tutti gli effetti torinesi e italiani. Si è concluso così a Torino, a San Salvario, uno dei quartieri più multietnici del capoluogo piemontese, la giornata torinese del ministro della Cooperazione e integrazione, Andrea Riccardi. Lo spettacolo ha concluso l'incontro tra il ministro e i giovani immigrati presso l'oratorio salesiano San Luigi. Ha scherzato il ministro con i ragazzi provenienti dal Senegal, dal Ghana, dalla Nigeria, dal Marocco, ma anche dalle Filippine e da Paesi asiatici, chiedendo ad ognuno per quale squadra tifano o se sono molto studiosi. "Voi ragazzi venite da Paesi bellissimi e credo che non sempre avete conosciuto la parte migliore del nostro Paese, ma oggi con voi mi piace parlare del vivere insieme tra generazioni e gente che ha storie diverse", ha esordito il ministro, che ha precisato tra gli applausi dei ragazzi: "Non mi piace dire etnie, non mi piace dire razza, qui ci sono solo storie diverse".

"Avete fatto un lungo viaggio, magari in compagnia della paura o con la nostalgia di tornare a casa, ma non dimenticate che alla fine la vostra storia fatta anche di momenti difficili renderà il nostro Paese migliore. L'Italia ha bisogno di voi", ha proseguito Riccardi dal palco del teatro dei salesiani.

Non la pensa esattamente così la Lega nord torinese che già da ieri ha polemizzato con il ministro quando il deputato leghista Claudio Allasia ha reso noto che non sarebbe stata gradita la visita del ministro Riccardi nella sede della Lega nord a San Salvario. Oggi il ministro ha pertanto modificato il suo programma, precisando poi con i giornalisti: "Non faccio polemiche, ma non vado certo a disturbare chi non mi vuole".

E prima di lasciare Torino il ministro Riccardi ha lodato il quartiere di San Salvario come laboratorio di integrazione: "È il simbolo dell'integrazione, del fatto che i problemi esistono ma si possono risolvere". Lasciando Torino poi il ministro ha ribadito che per i nomadi occorre al più presto trovare "soluzioni diverse". Giunto a Torino si è subito recato a fare un sopralluogo presso il campo rom della zona della Continassa, ai margini della città, dato alla fiamme qualche sera fa dopo un raid razzista. Riccardi ha sottolineato che per i nomadi occorre pensare a soluzioni di vita più dignitose, e "intanto - ha concluso - bisogna anche trasformare i campi nomadi, finchè diventano luoghi in cui si può vivere con dignità".

da TMNews (16/12/2011)

venerdì 16 dicembre 2011

Un sabato...da leoni! Quattro appuntamenti da non perdere a San Salvario

Ci sono dei giorni in cui occorrerebbe avere il dono dell' ubiquità.
Domani è uno di questi perchè nel nostro quartiere ci sarà una carrellata di eventi...tutti imperdibili, o quasi!

Ecco cosa succede, tra le altre cose, sabato 17 dicembre:

L'arte visionaria di Prof. Bad Trip@Galo Art Gallery


Dal 17 dicembre 2011 al 10 febbraio 2012 Galo Art Gallery ospita “L'arte visionaria di Prof. Bad Trip”, una mostra a cura di Laura Rossi, Nicolò Bussolati e Alessandro Longo, dedicata a Gianluca Lerici (La Spezia 1963 – 2006), in arte Prof. Bad Trip, una delle più importanti e poliedriche figure della contro-cultura cyberpunk italiana. Musicista, disegnatore, pittore e scultore, è stato protagonista, fin dagli anni Ottanta, attraverso una persistente militanza artistica, dello sviluppo e dell'emergere della cultura underground italiana.
Il 17 dicembre, in occasione dell’inaugurazione della mostra, le sonorità acide di Blackhole e lo scratch di Jolly Boy saranno la meritevole colonna sonora dell'arte visionaria del Prof. Bad Trip.

Inaugurazione dalle 17.30 alle 21.00@GALO ART GALLERY
Via Saluzzo 11/G. Torino, Italy
www.galoartgallery.com
011/7900074


Regali Senza Moneta sotto i portici di via Nizza


Sotto i portici dalle 11 alle 18 arriva il mercato Senza Moneta!
Porta ciò che non ti serve più e che desideri scambiare, aggirti tra i banchetti, scegli l'oggetto giusto e concludi...l' affare!
Tutto rigorosamente... Senza Moneta!

Ci sarà anche la ciclofficina ABC che ti insegna a riparare la bicicletta, l'Associazione "Basta un Ritaglio- Banca del Tempo", musica creative commons dal vivo ... e molte altre belle cose.

Il libro "FMPQ" alla Libreria Trebisonda


L' osservatorio "FMPQ: Il Futuro del Mondo Passa da Qui" segue da anni una terra di confine, una periferia d' Europa. E' la zona che ruota attorno al fiume Stura, compresa fra corso Giulio Cesare e strada di Settimo, una terra di nessuno. Qui ci sono gli orti urbani degli immigrati meridionali, le baraccopoli di nomadi, migranti, profughi, i resti di stabilimenti dismessi, rifiuti di tutti i generi, tossick park, e nonostante tutto la natura fa il suo corso e attira volatili rari.

Sabato 17 dicembre dalle ore 19 alle 21 alla Libreria Trebisonda si terrà un aperitivo, un incontro informale, per festeggiare l’uscita del libro “Il futuro del mondo passa da qui” realizzato da oltre 40 autori (fotografi, scrittori, giornalisti, illustratori ma soprattutto... cittadini), promosso e curato dall’osservatorio permanente FMPQ. Un’occasione per vedere e sfogliare il libro fotografico e assaporare alcune immagini del documentario allegato al volume.

Libreria Trebisonda, via Sant' Anselmo 22 Torino
www.trebisondalibri.com
www.fmpq.it

MusicaMuseo "New York in Jazz"@Palazzo Istituti Anatomici


Il Museo di Anatomia Umana vi invita a partecipare allo spettacolo musicale "New York in jazz" del Gruppo Jazz dell'Associazione Musicale degli Studenti Universitari del Piemonte diretto da Gian Luigi Panattoni, che si terrà sabato 17 dicembre nell'Aula Magna del Palazzo degli Istituti Anatomici, in corso Massimo d'Azeglio 52.
Lo spettacolo è in programma alle ore 18, con replica alle ore 21.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti (max 100 posti per concerto). L’apertura è prevista un quarto d’ora prima dell’orario di inizio.

Al termine del concerto gli spettatori che lo desiderano potranno visitare, grazie all’apertura straordinaria, il Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso”.

Rassegna stampa: Sciopero dei trasporti, adesione alta. Oggi fermi bus, tram e metrò


[Immagine da www.marmox.it]


I sindacati del settore trasporti parlano di "altissima adesione" allo sciopero che ieri ha interessato i servizi di bus extraurbani. In base alle stime delle sigle coinvolte nella mobilitazione in Piemonte a incrociare le braccia è stato tra l'80% e il 90% del personale.

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa Cisal e Fast hanno indetto la protesta "a sostegno della vertenza per la sottoscrizione del nuovo contratto della mobilita e per protestare contro i tagli alle risorse destinate al trasporto pubblico collettivo, operati dal precedente Governo e non ancora ripristinati dall'Esecutivo Monti".

Oggi tocca ai lavoratori dei servizi urbani scioperare per tutto il giorno. A Torino la fascia in cui i trasporti saranno garantiti va da inizio servizio alle nove e dalle 12 alle 15. Difficile trovare un mezzo pubblico nel resto della giornata. Lo stop dei servizi ferroviari è partito invece dalle 21 di ieri e termina alla stessa ora di oggi.

da Repubblica

giovedì 15 dicembre 2011

Ritorno al clubbing: a San Salvario apre l' Astoria


La San Salvario degli anni '80/'90, dei primordi del clubbing, dell' Hiroshima, dello Studio 2, del Tuxedo, forse non è più così lontana. Anche se da tempo i tre locali sono chiusi, l' Hiroshima si è spostato, lo Studio 2 è stato buttato giù e la scritta Tuxedo in via Belfiore è stata cancellata, pare che un vero e proprio "ritorno al clubbing" invaderà il quartiere.
Si, perchè stasera in grande stile verrà inaugurato un nuovo locale, o meglio, un nuovo club. Si tratta dell' Astoria, in via Berthollet 13, di cui sappiamo poco ma che pare diventerà la sede fissa per gli Xanax Party, feste a base di indie rock famose in tutta la città. E non sarà solo un club, anzi, l' Astoria sarà un bar anche aperto dalle 9 del mattino fino a notte fonda, con colazione, aperitivi, djset e concerti inclusi.
Dopo il Velvet e l' ex-Artintown, anche l' Astoria si appresta a far ballare tutti quanti (vicini inclusi) fino a notte fonda!

Ecco il programma della settimana:

Giovedì 15 Dicembre (Inaugurazione)
dalle ore 18.00
XANAX (REAL) OPENING PARTY

Venerdì 16 Dicembre
dalle ore 22.00
SRSLY OPENING PARTY W/ RAFFERTIE (NINJA TUNE / UK)

Sabato 17 Dicembre
dalle ore 23.00
KICKS UP OPENING PARTY

Astoria-Bar&Basement
via Berthollet 13, Torino (IT)
info@astoria-studios.com


lunedì 12 dicembre 2011

Un angolo di Giamaica (e Londra) a San Salvario!


E' sbarcata da qualche mese a San Salvario l' Associazione Culturale Serengeti. In un piccolo locale di via Belfiore, di fianco all' Aiuola Donatello, si è spalancata una porta verso la cultura reggae, roots & dub. L' Associazione nasce nel giugno 2011 quando Roby 'Kumina Beat', Fabio 'Rootikal Dub Foundation' e Gianluigi 'Miraflowers', uniscono le loro esperienze maturate in oltre 10 anni di impegno e passione per diffondere la musica Roots Reggae Dub. L' intento dell' Associazione Serengeti è quello di mettere a disposizione il proprio 'libero' spazio di via Belfiore per promuovere artisti, band, etichette indipendenti, produzioni musicali, sound systems e tutto cio' che contraddistingue la Reggae Culture, anche attraverso eventi itineranti dal vivo.

La sede sara' aperta tutti i pomeriggi (o quasi) per incontrare persone che vivono, lavorano o studiano nel quartiere e per convergere le tante realta' musicali interessate al messaggio universale e militante della musica Reggae.
L' obbiettivo è di unire storie, passioni ed attitudini attraverso la musica, contribuendo alla costruzione di un mondo dove ingiustizie e discriminazioni siano estirpate per sempre.

Dal mese di settembre l' Associazione Serengeti ospita dj set, presentazioni e showcase, dibattiti, libri, cinema. Verrà attrezzato anche un piccolo studio dove poter registrate e/o mixare produzioni.
Già per Paratissima Serengeti ha sfidato la pioggia allestendo un sound system all' Aiuola Donatello, da cui scaturivano "good vibes" in tutto il quartiere.

A gennaio/febbraio Serengeti ospiterà alcuni musicisti, ecco le date:

- Sabato 28 gen.: dalle 16 ZISCO FRAN djset
- Sabato 4 feb.: dalle 16 FERMO IMMAGINE live acustico
- Sabato 11 feb.: dalle 16 KALAMINA djset
- Sabato 18 feb.: dalle 16 MADO' CHE CREW djset
- Sabato 25 feb.: dalle 16 EXTRADUB IN SCRATCH liveset

Mandiamo un grosso in bocca al lupo ai ragazzi di Serengeti, sperando che la loro permanenza a San Salvario sia più lunga possibile!

Associazione Culturale “SERENGETI”
Via Belfiore 39 10125 Torino (IT)
e-mail: serengetimusic@gmail.com


Rassegna stampa: La "nostalgia" di Morales trova casa a San Salvario


Molti genovesi potrebbero apprendere con una certa sorpresa, nel nuovo studio torinese del pittore argentino Ernesto Morales, che la loro celebratissima Lanterna non è un pezzo unico. E’ più famosa, certamente, ma non è l’unica. Sostiene Morales che a Buenos Aires e a Montevideo ci sono due copie, molto simili all’originale. Morales lo sa perchè è nato a Buenos Aires ed è vissuto per un certo periodo nell’uruguagia Montevideo. E deve sentire la mancanza delle sue terre, come già accadeva ai genovesi, migrati in Argentina un paio di secoli fa, che si struggevano di malinconia per la loro Lanterna così lontana. E’ un “Ma se ghe penso” a rotte invertite l’opera che Morales espone nel suo studio di via Goito, quasi all’angolo con via Berthollet, crocevia torinese di tutti i continenti. Morales usa la Lanterna, quella originale, ma non l’unica, come punto d’approdo delle sue mucche volanti e marinaie: perché nei quadri della serie Tiempos Migrantes a qualcuna di queste “vacas” sono spuntate le ali, mentre altre navigano su barchette bianche trainate da un uccelli migratori. La serie è stata realizzata proprio a Genova, ma la Lanterna qui accennata è soltanto un'icona delle tre esistenti al mondo: un luogo e tanti luoghi, Genova e altre città al di là dell'Atlantico.

“Una metafora, un sogno - non esita a spiegare Morales - Le mucche servono a rappresentare un paradosso: sono animali stanziali, mi ricordano un po’ l’Argentina. In senso anche un po' onirico, viaggiano trainate da questi uccelli, golondrinas, le chiamiamo noi. Sono le rondini, migranti quindi”. Il viaggio la memoria e poi il sogno, come dire, nella monocromaticità dei toni del verde e del blu.
Auspice la gallerista torinese Raffaella De Chirico, domani (oggi, ndr) verso le 18 Morales inaugura il suo nuovo studio (prima lo aveva di fronte al Valentino, ma dice che c’era troppa umidità per i suoi quadri), ricavato dalla faticosa ristrutturazione di un magazzino di cortile. Ernesto Morales è un pittore dei Due Mondi, ha esposto in Europa e nelle Americhe, è videomaker e professore di Estetica, ma ha fissato l’ombelico del mondo dei suoi sogni al numero 17 di via Goito. Anche i profani potrebbero apprezzare.

di Roberto Orlando, Repubblica (11/12/2011)

venerdì 9 dicembre 2011

Sabato fai un salto in via Nizza!


FAI UN SALTO IN VIA NIZZA!
Sabato 10 dicembre dalle ore 11.00 alle 18.00
tra corso Vittorio Emanuele II e largo Marconi


Domani sarà presente la mostra-mercato "Ri.Nuovi. La seconda vita degli oggetti" per scoprire i prodotti di artigiani e appassionati nel riuso di materiali diversi. Scoprirai, per esempio, come da ritagli di cuoio e di stoffa nascono accessori e piccoli utensili.
Durante la giornata troverai laboratori di riuso, le performance dei Liberi Danzatori (Antica Tarantelleria Popolare), un punto giochi per bambini, la biblioteca Saharazade, un giardino urbano allestito da Laqup e Donne per la Difesa della società civile e il punto prestito della Biblioteca Shahrazàd.

Ri.Nuovi ha al centro il tema del riuso attraverso il lavoro manuale ed è un progetto ideato dalle associazioni Bazura e ManaManà.


Tutto il giorno:
-Mostra-mercato del riuso "Ri.nuovi", presso largo Marconi
-Punto prestito Biblioteca Shahrazàd
-Giardino urbano realizzato da Donne per la difesa della società civile e Laqup
-performance Liberi danzatori
-Musica e spettacoli di strada

Rassegna stampa: Tra proteste in chiesa e mercatini del riuso

Cliccate sulle immagini per ingrandire e leggere gli articoli:

"Via Morgari, la protesta entra in chiesa"

di Paola Italiano, La Stampa (08/12/2011)

"Artigianato del riuso per aiutare i negozi"

di Alessandro Porro, Torinocronaca (08/12/2011)

mercoledì 7 dicembre 2011

Rassegna stampa: Sigilli al "Mogadiscio" e biglietti del bus più cari


Cliccate sull' immagine qui sotto per leggere l' articolo:

"Giro di vite anti-spaccio: un altro locale chiuso"

di Paola Italiano, La Stampa (05/12/2011)


"Gtt: sale a 1,50 euro il biglietto del bus"

Biglietto dell’autobus a 1,50 euro. Oggi si decide. Nella riunione di giunta l’assessore ai Trasporti del Comune, Claudio Lubatti, porterà tutto il pacchetto di aumenti per il trasporto pubblico, rincari che partiranno da gennaio. Scontato l’aumento di 50 centesimi del ticket semplice, in linea con le decisioni prese dalla Regione e con le tariffe decise da altre città, come Milano. Una stangata secca, di mezzo euro, visto che oggi per acquistare un ticket si spende 1 euro. Aumenterà il costo, ma anche il tempo a disposizione dopo aver timbrato: non più 70 minuti, ma 90 minuti. Un’ora e mezza in cui si possono prendere diversi mezzi e completare la corsa fino al capolinea, se si è saliti prima dello scadere del tempo. Per la metropolitana rimane la corsa semplice, ma il biglietto si potrà però utilizzare su bus e tram dopo essere scesi dai treni del sistema Val.

Gli aumenti saranno spalmati su tutti i tipi di documenti di viaggio: il rincaro sarà, in media, di circa il 10 per cento, concentrato soprattutto sui ticket occasionali. Il Comune e Gtt con il pacchetto puntano ad incrementare la quota di abbonati e di affezionati ai trasporti pubblici. Oggi sono più di 170 milioni i clienti annuali della società di corso Turati. Lo scopo è quello di arrivare a 180 milioni nel 2015. E non è solo una questione di business e di incremento dei ricavi dalla vendita. C’è anche un aspetto di riduzione della circolazione dei mezzi privati e, sul medio lungo termine, dello smog.
L’abbonamento annuale urbano aumenterà del 67 per cento e non ci sarà un biglietto di corsa semplice integrato: urbano più suburbano. Se ne discuterà più avanti. Quello che si è riusciti a fare in questa fase è la messa a punto solo di un carnet che contiene biglietti che valgono sia in città sia fuori dai confini. Il pacchetto di ticket multipli, da dieci o da quindici, è una delle altre formule su cui si punta per fidelizzare gli utenti. Anche la corsa semplice suburbana verrà ritoccata, ma l’incremento sarà minore: da 1 a 1,30 euro. La rete fuori dalla cinta daziaria di Torino è infatti più piccola, meglio contenere il rincaro.

Dopo l’aumento delle tariffe dei mezzi pubblici, e non è scontato che la bozza della delibera portata da Lubatti non sia ritoccata in qualche punto dopo la discussione in giunta, si deciderà come intervenire sul fronte dei parcheggi. Un rincaro del biglietto dell’autobus si trascina dietro in automatico un aumento della sosta nelle strisce blu. Lo studio è già pronto. Due le idee, quella di allargare il parcheggio a pagamento in altre zone, come Santa Rita, San Paolo e Cenisia. Oppure di passare ad un ritocco delle attuali zone, opzione che sembra convincere di più l’assessore Lubatti. E non è detto che nella riunione di giunta di oggi possa arrivare anche questa seconda delibera. Così da completare il pacchetto. E nella testa dei tecnici dell’assessorato ci sarebbe l’intenzione di rivedere le aree di sosta e la relativa tariffa: oggi la mappa delle zone è caotica. Meglio un sistema a cerchi concentrici con costo orario del parcheggio chiaro, partendo dagli attuali 2 euro all’ora della zona centrale, sull’asse di via Roma. Un riordino che da solo potrebbe portare un incremento dell’incasso, allargando le aree con la sosta più cara. E superare il tetto dei 2 euro all’ora? Opzione che si sta ancora valutando.

di Diego Longhin, Repubblica (06/12/2011)

lunedì 5 dicembre 2011

Un progetto da "archistar" al Sacro Cuore di Maria, fra rifiuti e degrado

Continuiamo ad esortare tutti a scrivere lettere di protesta al parroco (Via Campana,8 10125 Torino) e al Vescovo (Via Arcivescovado 12 10121 Torino) contro i lavori invasivi e dispendiosi che stanno interessando la chiesa del Sacro Cuore di Maria(link).
Qui sotto un articolo apparso su alexporro.wordpress.com che riassume il progetto e la contrarietà di molte persone, noi compresi. Di seguito le foto della situazione dopo la rimozione della balaustra e del degrado attorno alla chiesa.
Martedì 6 dicembre è prevista un' assemblea di parrocchiani e non davanti al Sacro Cuore di Maria in piazza Donatello, ore 14.30, per contrastare questo progetto.


La comunità parrocchiale del Sacro Cuore di Maria è in subbuglio dopo aver appreso la notizia delle imminenti modifiche che interesseranno l’area presbiteriale. I fedeli sono venuti a conoscenza dei lavori leggendo l’ultimo bollettino parrocchiale nel quale si annunciavano le modifiche e si chiedeva agli stessi parrocchiani di contribuire nei limiti della disponibilità di ciascuno.

L’idea di stravolgere il presbiterio della chiesa, capolavoro eclettico dell’architetto Carlo Ceppi risalente al 1897, non è affatto piaciuta ad un nutrito gruppo di parrocchiani che si è ripromesso di vederci più chiaro e di rivolgersi tanto alla Curia quanto alla Soprintendenza.

Un primo incontro con i monaci che reggono la parrocchia è avvenuto martedì pomeriggio ma non ha cambiato lo scenario. I religiosi sono convinti del progetto che avrebbe ricevuto il placet della Curia e di ben due Soprintendenze e motivano le modifiche con la necessità di adeguare la chiesa al Concilio Vaticano II, anche se con ben 50 anni di ritardo.

Vediamo dunque il progetto nel dettaglio. La querelle è scaturita dalla decisione di rimuovere la balaustra che nelle chiese divideva l’area presbiteriale da quella destinata ai fedeli. Una rimozione che prima ha visto fermamente contrari i parrocchiani ed è stata poi superata non appena sono emersi gli altri particolari del progetto. Per quel che riguarda la balaustra infatti sono diverse le chiese che negli anni l’hanno rimossa per completare il contatto ideale tra prete e fedeli.

L’attuale altare provvisorio verrebbe sostituito da un parallelepipedo di marmo bianco sormontato da una grande croce di metallo. E in questo risiedono alcune delle perplessità dei parrocchiani. Il marmo bianco infatti non sarebbe tale da inserirsi ed integrarsi con la suggestiva pietra verde che riveste gli interni del tempio. La grande croce di metallo dorato – senza il Cristo crocifisso – piace ancora meno perché nulla avrebbe a che fare con lo stile eclettico con richiami neogotici scelto dal Ceppi. Gli strali dei parrocchiani però si indirizzano soprattutto verso il nuovo ambone – la tribuna dalla quale si leggono i passi del Vangelo – anch’esso in marmo bianco. In questo caso non sono tanto il marmo e il colore chiaro a suscitare lo sdegno. Piuttosto non piace l’idea che l’ambone venga ulteriormente alzato e che accanto venga posta una lastra, sempre in marmo bianco, con una fessura in bassorilievo da cui uscirebbero rami e fiori scolpiti.

Più per il costo che per il suo essere kitsch suscita perplessità anche l’idea di rivestire i gradini di acciaio corten, un materiale costosissimo che in tempi di crisi suona come un elemento superfluo.

Il progetto si conclude con un’ammissione che fa pensare parecchio. "Un agglomerato di elementi chiaramente altri rispetto al contesto dell’architettura del Ceppi".

I parrocchiani però non sono decisi a mollare e tenteranno tutte le strade per fermare il progetto che rischia di sconvolgere l’amata parrocchia, per uno scherzo del destino sopravvissuta alla devastazione della Seconda Guerra Mondiale – che ne danneggiò alcune parti – e messa in pericolo dai pastori chiamati a guidare la comunità.

di Alessandro Porro, alexporro.wordpress.com (02/12/2011)

Qui le foto della situazione attuale. La balaustra è stata abbattuta, smontata e posta dietro all' altare. Il primo gradino della scalinata in pietra verde è stato anch' esso segato e smontato.

Ecco invece il degrado che circonda la chiesa, mentre l' attuale parroco decide di realizzare progetti da "archistar" senza nessun rispetto per i parrocchiani e per la chiesa progettata da Carlo Ceppi.






Rassegna stampa di inizio dicembre

Alcuni articoli di questi giorni, cliccate sulle immagini per ingrandire e leggere gli articoli:

"Cambia la viabilità, caos in largo Marconi"

di Paola Italiano, La Stampa (02/12/2011)

"Arpa: troppo rumore in via Valperga"

di Paola Italiano, La Stampa (02/12/2011)

"Centraline anti smog nell' ex area Isvor"

di Andrea Ciattaglia, La Stampa (02/12/2011)

"La sezione rossa del Garibaldi non esiste più"

di Andrea Ciattaglia, La Stampa (29/11/2011)

domenica 4 dicembre 2011

Quale sarà la piazza Nizza del futuro?


Piazza Nizza, ennesimo rinvio per i lavori di riqualificazione

Il ritorno del mercato in piazza Nizza slitta ancora una volta. Ora l’inizio dei lavori per la riqualificazione della piazza è previsto per gennaio. Come se fosse la linea dell’orizzonte che si sposta mano a mano che ci si avvicina l’agognato ritorno nella sede storica del mercato continua ad essere procrastinato.

In sede di approvazione del progetto l’inizio dei lavori era stato fissato a luglio ma da subito si era capito che tutto sarebbe iniziato a settembre. E a settembre ruspe e operai avrebbero dovuto mettersi all’opera se non fosse stato per le offerte anomale in fase di gara che hanno costretto il Comune a bandirne una seconda. Quindi nuovo rinvio a novembre. Arrivati però a metà novembre gli operatori del mercato di corso Raffaello, da quasi cinque anni alle prese con una collocazione scomoda e con i disagi a questa connessi, hanno iniziato a preoccuparsi e a chiedersi come mai non si vedesse neanche l’ombra di un cantiere.

La spiegazione va ricercata nei tempi tecnici normalmente richiesti dall’affidamento dei lavori e molto probabilmente nella decisione di non avviare un cantiere a ridosso delle festività natalizie con il rischio di fermare tutto per un paio di settimane. Certo, il ripetuto rinvio dei lavori – che porterà a cinque gli anni trascorsi in corso Raffaello – sembra uno scherzo del destino se si considera che il mercato sarebbe dovuto ritornare in piazza Nizza dopo due anni dallo spostamento, vale a dire nel 2009 come annunciava un depliant distribuito dal Comune all’indomani dell’inizio dei lavori per la metropolitana.

L’ennesimo rinvio ha mandato su tutte le furie il portavoce degli operatori mercatali, Aldo Ferrara che ha deciso di rassegnare le dimissioni anche per questo motivo. "Siamo stufi di essere presi in giro e delle continue promesse non mantenute – commenta – ci siamo sempre comportati civilmente ma forse avremmo fatto meglio a scendere in strada e a bloccare tutto. I fondi per il mercato sono stati stanziati più di un anno fa, ora invece rinviano di nuovo a gennaio e per giunta hanno concesso soltanto il 50% di sgravi fiscali quando noi, a differenza degli altri commercianti e del mercato di corso Spezia, continuiamo a pagare i danni dei cantieri del metrò".

di Alessandro Porro, alexporro.wordpress.com (01/12/2011)

Dura la vita dell'orto metropolitano
In uno spazio semi-abbandonato di piazza Nizza si coltivano verdure e fiori, ma tra vandali e inverno il futuro dell’iniziativa è a rischio

Era comparso dalla sera alla mattina sul “lato infelice” di piazza Nizza, quello buono solo per portare a spasso i cani, ad un passo dal continuo fluire di macchine dal mercato, dai negozi e dal vociare cittadino. Era la primavera scorsa, ma la risposta del quartiere non è stata immediata. Quando si chiede in giro, tutti raccontano un’esperienza simile a quella del risveglio: un giorno improvvisamente, chi mesi fa e chi la settimana scorsa, mentre parcheggiava la macchina o usciva dalla metropolitana, ha notato quella piccola insolita macchia di colore nella piazza che attraversavano distrattamente tutti i giorni: è un ”ortopolitano”, cioè un orto metropolitano.

PIU’ FORTE DEI VANDALI
L’appezzamento è di piccole dimensioni (30 metri quadri) e vi crescono timidamente delle piantine di pomodoro, basilico, peperoncino, zucchine e qualche fiore. Il tutto è delimitato da paletti di legno e insegne colorate a forma di verdura che invitano a partecipare.
A fine maggio l’ortopolitano balzò per qualche giorno all’onore delle chiacchiere di quartiere dopo essere stato praticamente raso al suolo da violenti orto-attentatori. La cosa creò sconcerto. Chi poteva avercela con quell’angolo così naïf che piano piano aveva conquistato tutti?
In pochi giorni l’orto fu ricostruito, con le sue pianticelle ritte e sprezzanti del pericolo. In giugno ha conosciuto il suo periodo d’oro. Nei lunghi pomeriggi estivi i bambini hanno scoperto la gioia di innaffiare i fiori, gli studenti e le giovani coppie si fermavano ad informarsi sull’iniziativa e gli anziani supervisionavano i lavori dispensando consigli su come piantare la rucola.

CHI C’E’ DIETRO?
Anche se non molti hanno davvero preso in mano la zappa, l’interesse e la solidarietà registrati in quei mesi è molto forte, ma sul posto l’unica indicazione fornita è un appuntamento: ogni martedì alle 18.30 . Avere altre informazioni non è molto facile. Su internet non esiste nessun sito ufficiale, nemmeno un blog, e gli articoli a proposito non sono molti, ma saltando di link in link si scopre che dietro l’iniziativa c’è l’Associazione Tourinorto, che raggruppa persone che in città curano orti urbani più o meno collettivi.
Alle domande mandate ad un indirizzo mail risponde Giulia, che però chiede di rimanere nell’anonimato perché per ora Tourinorto non ha cercato un dialogo con le istituzioni, ma ha anzi occupato spazi verdi pubblici. Insomma vivono nella clandestinità: «Nizzorto, così lo chiamiamo, non ha nessun tipo di formalizzazione, è totalmente democratico, tutti possono aderire semplicemente partecipando agli incontri. Per quanto mi riguarda, credo nell’autoproduzione di cibo, nell’educazione all’agricoltura che diventa cultura sul cibo, sull’alimentazione e sulla terra, e di conseguenza sull’ecologia in senso lato». Per quanto riguarda il terreno, è ricco di detriti e probabilmente fatto di terra di riporto di ignota provenienza, inoltre è difficile arginare le intrusioni canine. La funzione dell’orto dunque è più che altro simbolica: «Se da una parte la sua posizione non lo rende molto produttivo, dall’altra lo rende molto visibile – racconta Giulia – Credo che vedere un orto spontaneo e chiaramente collettivo, con tanto di cartello di invito a partecipare, abbia un effetto sociale».

UN FUTURO INCERTO
Non si sa quale sarà il futuro di questo esperimento, per ora le riunioni del martedì sono sospese, complice anche l’arrivo della stagione fredda, ma non è una scelta deliberata: semplicemente, la gente ha smesso di presentarsi all’appuntamento. Ma questo non impedisce a chiunque voglia di dedicare all’orto qualche attenzione.
Anche un altro ortopolitano creato dall’associazione in zona Vanchiglietta sta vivendo momenti difficili: presto infatti potrebbe essere eliminato per fare spazio a una residenza per anziani.
Se queste incursioni bucoliche però hanno fatto breccia nel vostro cuore cittadino, non vi resta che munirvi di semi e, discretamente - perché si tratta sempre di iniziative non ufficiali… - andare a zappare: basta partecipare per salvare il futuro degli orti urbani.

Avete già visto un orto urbano di questo tipo? Cosa ne pensate?

di Arianna Verdecchia, www.digito.it (30/11/2011)

venerdì 2 dicembre 2011

Glob011 compie un anno!


Festeggia con noi la libertà di informazione!

Ti aspettiamo il 3 dicembre 2011Cafè Liber (corso vercelli, 2 - torino)
dalle ore 19,30 alle 23:30

Cosa è Glob011?
Un anno e mezzo fa un gruppo di giornalisti precari - italiani e stranieri- si incontrano e decidono di promuovere un’informazione corretta e approfondita, raccontando la metamorfosi di una società da più sfaccettature. Nasce così il mensile Glob011, free press torinese, laboratorio di informazione glocale e frutto della passione dei suoi ideatori e di tutti i nuovi collaboratori che, a scopo gratuito, sostengono con i loro articoli il giornale. Glob011 è una testata dallo sguardo plurale, non semplificatore, non univoco sulla realtà locale ma aperto sul nazionale e sul globale.


La serata nel dettaglio:

- dalle 19,30 alle 20,30
Apericena
- dalle 20,30 in poi
“Noi non dimenticheremo”
(La redazione di Glob011 incontra i lettori e ricorda i giornalisti assassinati per la libertà di informazione)
- dalle 21,00
“Penenegro"
(Teatro-canzone antirazzista di Mccs; Maksim Cristian e Daria Spada)
http://www.maksimcristanconlaspada.blogspot.com/
- A seguire, il concerto:
“Suoni erranti”
(musica etno-folk popolare)
http://suonierranti.altervista.org/
ingresso 10€


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Vi ricordiamo che Glob011 non riceve nessun contributo statale perché non siamo un giornale organo di un movimento politico, non abbiamo nessun deputato tra i collaboratori, non siamo un quotidiano edito da una cooperativa, non siamo un quotidiano italiano edito e diffuso all'estero e/o un giornale in lingua di confine e non siamo una fondazione o enti morale.
Quindi non facciamo parte di questa spesa pubblica che ammonta intorno i 667 milioni all'anno.

Grazie di cuore, ci vediamo il 3 Dicembre…

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(potete trovare diverse soluzioni di abbonamento solidale
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giovedì 1 dicembre 2011

"L' altra Torino" alla Libreria Trebisonda


"L'altra Torino" racconta la città quartiere per quartiere, con l'esclusione del centro. Una guida per conoscere luoghi segreti, storie e personaggi.
Scopritene di più nella presentazione del libro(link-1) e nell' intervista a Marco Magnone(link-2).

Giovedì 1 dicembre alla Libreria Trebisonda, ore 19, si terrà un incontro insieme a Marco Magnone, che ha curato gli itinerari di San Salvario, e Fabrizio Vespa, con l' intervento di Fabio Geda, per discutere di questa inedita e affascinante guida urbana della nostra città.