venerdì 30 settembre 2011

Rassegna stampa di fine settembre

Visto che si parla del centro di via Nizza desideriamo ricordare Suor Teresa e Padre Gianni, tragicamente scomparso 3 anni fa.

- Cliccate sulle immagini per ingrandire e leggere gli articoli: -

"La suora che apre casa a chi non ce l' ha più"

di Giuseppe Culicchia, La Stampa. Rubrica: Invisibili (29/09/2011)

"Tornano le infezioni alla casa di riposo di via Saluzzo"

di Fabrizio Assandri, La Stampa (29/09/2011)

"Drappi neri in via Nizza: abbandonati al degrado"

di Paola Italiano, La Stampa (29/09/2011)

E la protesta da i suoi frutti fuori dall' ordinario:

"Controlli straordinari polizia Torino San Salvario"

(AGI) - Torino, 29 set - Centocinquanta persone controllate (per lo piu' immigrati extracomunitari), una arrestata, verifiche anche all'interno di 4 bar: e' il bilancio dei controlli della Squadra Volante e del Reparto prevenzione crimine della Polizia di Torino all'interno del quadrilatero storico del quartiere San Salvario, il quartiere a fianco della stazione ferroviaria di Porta Nuova, compreso tra via Berthollet, via Nizza e corso Vittorio Emanuele II.
L'operazione e' avvenuta nel corso dell'ultima settimana.
Alcuni residenti e commercianti, hanno ieri dato vita a una protesta contro il degrado della zona, appendendo in via Nizza e vie limitrofe drappi neri alle finestre e striscioni polemici lungo la strada.(AGI) to2

da AGI News (29/09/2011)

I controlli e le retate nelle vie del quartiere sono proseguiti fino a notte fonda.

giovedì 29 settembre 2011

Rassegna stampa: Drappi neri in via Nizza "L'appello dei residenti: salvate la nostra via"


Drappi neri come ai funerali. I portici di via Nizza bardati a lutto per dire che sono ormai uno dei punti morti della città. Un segnale estremo deciso dai residenti e dai commercianti per dare una scossa, per svegliare la politica e chi si dovrebbe occupare del rilancio della zona, polizia municipale e forze dell’ordine comprese.

da repubblica.it



mercoledì 28 settembre 2011

Natalia Ginzburg, commemorazione a 20 anni dalla morte


Il prossimo 7 ottobre ricorreranno i vent’anni dalla morte di Natalia Ginzburg e a San Salvario, quartiere nel quale la scrittrice ha abitato a più riprese, ci si prepara alla commemorazione. L’abitazione della scrittrice si affacciava infatti su via Morgari e sull’aiuola Donatello, scorci descritti nelle pagine di Lessico Famigliare. Un gruppo di cittadini ha deciso di ricordare la scrittrice con una serie di iniziative, concentrate nel giorno della morte. "Inizieremo con un convegno venerdì 7 ottobre nell’aula magna del Rettorato aperto ai ragazzi dei licei Alfieri, D’Azeglio, Gobetti e Gioberti frequentati da Natalia e da suo marito Leone – spiega Rosalba Durante, anima dell’iniziativa – nel pomeriggio pianteremo un albero nell’aiuola Donatello affiancato da una targa provvisoria in attesa che il Comune provveda a collocare sulla facciata dell’edificio quella ufficiale".

La commemorazione però non si esaurirà con il 7 ottobre ma vivrà il suo momento culminante con una mostra che verrà allestita il prossimo anno e che racconterà la vita della scrittrice anche nei suoi risvolti meno conosciuti nonché la sua permanenza a San Salvario.

di Alessandro Porro, 25/10/2011 (alexporro.wordpress.com)

Rassegna stampa: Ballarò, da Palermo alla Mole un gustoso angolo di Trinacria


Lunedì incontro Gigi dello Scannabue (avete presente? Il piacevolissimo ristorantino di largo Saluzzo) e quello mi fa: ma lo sai che accanto a noi hanno aperto una gastronomia siciliana? Quante volte me lo faccio ripetere? Nessuna. Anzi: riesco pure a coinvolgere i dirimpettai Cavallito&Lamacchia (che alla fine nei posti pop si divertono) e martedì eccoci in via Baretti da Ballarò. Molti pensano che Ballarò sia solo la trasmissione di Floris; alcuni sanno che Ballarò è prima di tutto un bel mercato variopinto di Palermo (più in auge della Vucciria, ormai praticamente dismessa); pochissimi conoscono questo stanzino di San Salvario anche perché ha aperto da una "mangiata" di giorni.
"Stanzino" è la parola adeguata: pochi metri quadri spartani, una vetrinetta di prodotti, una decina di sgabelli stretti stretti attorno a micro tavolini. Fronzoli: zero. Però i piatti sono interessanti, per gli amanti della Trinacria: pane con la milza (e dove lo trovate, a Torino? (3 euro), anelletti al forno (4), arancini (anzi, per dirla alla panormita: arancine, 2 euro), parmigiana (4), pane e panelle (2), panino con crocché (le crocchette di patate, 2), panino al cartoccio prosciutto e mozzarella (3) e via così. In tre prendiamo milza, parmigiana, anelletti (è una pasta tipica: indovinate che forma ha), arancina, polpette di carne e i giudizi sono rispettivamente questi: bene (anche se la farcitura di milza e polmone è un po' meno burrosa di quella isolana), buona, buonini, non male (ma metteteci più ragù!), buone. Con una bottiglia di bianco e un'acqua spendiamo 27 euro in tre e pensiamo che sia un'ottima alternativa ai cibi di strada più globali, anche perché Ballarò sta aperto fino a tarda notte.
Quindi: qualche volta tradite Bibo, il celeberrimo kebabbaro di via Berthollet, e venite a farvi un bel pani ca meusa.

Ballarò, via Baretti 7/b. Sempre aperto (anche fino a tarda notte)


di LUCA IACCARINO, Repubblica. Rubrica: La tavola low cost

lunedì 26 settembre 2011

Rassegna stampa: "Borgo Valentino, nuovo ricorso. Battaglia infinita sull'area Isvor"


NON si arrendono. E, se il Tar del Piemonte ha dato loro torto, adesso pensano di ricorrere al Consiglio di Stato. E di fare un esposto alla Corte dei Conti contro l'amministrazione comunale. Sono quelli, un centinaio di residenti, del Comitato di Borgo Valentino, quell'isola felice che sta tra corso Massimo d'Azeglio e il Po. Zona di villette inizio Novecento e piccoli palazzi, un'isola che da qualche tempo è minacciata da quella che loro considerano senza mezzi termini una speculazione edilizia, la costruzione di un grosso complesso immobiliare sull'area ex Isvor nel quadrilatero compreso tra corso Dante, corso Massimo d'Azeglio, via Monti e via Marenco.
Non il grattacielo temuto in un primo tempo, ma comunque una vera cittadella: sui 31 mila metri quadrati complessivi dell'area saranno costruiti infatti 216 alloggi, 37 tra uffici e negozi e 442 posti auto privati. Come "risarcimento" al quartiere l'impresa costruttrice, la Gefim della famiglia Ponchia, e il progettista Alberto Rolla hanno previsto all'interno del nuovo complesso una piazza urbana di 3600 metri quadrati accessibile a tutti e un parcheggio pubblico da 160 posti auto.
"Del parcheggio non c'è alcun bisogno però - dice un altro architetto, Alfredo Barra, tra i leader del comitato che si oppone al nuovo complesso - e in più questi nuovi edifici peggiorerebbero la congestione di un'area che già ha problemi. E ne stravolgerebbero tessuto e storia". I nuovi ricorsi devono partire in fretta perché l'impresa ha annunciato di voler iniziare i lavori già a ottobre. "Noi contestiamo in particolare tre punti - spiega Barra - il primo è l'evidente vantaggio che ha avuto la Fiat per le aree che ha dismesso o intende dismettere in questa zona: il piano regolatore prevede infatti per l'ex Isvor, per l'attuale sede della Stampa, che sarà trasferita tra poco, e per l'ex sede della Sepin in via Chiabrera, un indice di cubatura di due metri cubi per metro quadrato. Per le aree adiacenti lo stesso indice è 0,70". L'altro elemento contestato dal Comitato sono gli oneri urbanistici: "Il Comune dovrebbe incassare 2 milioni e 950 mila euro e li ha già messi a bilancio. Ma ne poteva chiedere molti di più: per questo faremo ricorso alla Corte dei Conti". Infine c'è il nodo di via Chiabrera: "La Fiat quando ingrandì l'allora Scuola Allievi ottenne di chiudere il tratto di via Chiabrera tra corso Dante e via Monti: adesso però quel tratto dovrebbe essere ripristinato. E il progetto non lo prevede".

di Marco Trabucco, Repubblica (25/09/2011)

giovedì 22 settembre 2011

Una settimana ricca di eventi a San Salvario


E' proprio vero che è difficile uscire da San Salvario, e questa settimana ci sono anche tanti buoni motivi. Infatti gli eventi non mancano, anzi, c' è proprio tutto: dal debutto del San Salvario Music Festival all' apertura gratuita dei Musei, per una notte e un giorno. C' è anche la Festa dei Vicini, vi basterà scendere sotto casa per trovare un tavolo a cui mangiare, e il compleanno della Casa del Quartiere, con mille iniziative anche all' aiuola Donatello. Mentre la tranquillità della domenica è perfetta per spulciare vinili alla Fiera del Disco in piazza Madama o godersi il Concerto sull' Acqua organizzato dalla Società Cerea. A voi la scelta!


- San Salvario Music Festival (dal 22 settembre fino al 31 ottobre)

E' una rassegna musicale di 8 serate (sette al Cineteatro Baretti ed una alla Casa del Quartiere) che attraversa diversi mondi musicali, dal jazz al blues, dalla classica alla musica di contaminazione popolare. L’iniziativa è in parte finanziata dai locali aderenti per sensibilizzare le persone che frequentano la movida a partecipare ad occasioni culturali sul territorio di San Salvario.

Il primo concerto sarà il 22 settembre alle ore 21.00 al cineteatro Baretti e saranno protagonisti i componenti della "Paranza del Geco" che con pizziche, tarantelle, tammurriate, ricreano fedelmente l’atmosfera delle più coinvolgenti feste popolari del Sud Italia.

Per più info e programma completo: sansalvariomusicfestival-link

- Notte dei Ricercatori (23 settembre) e Giornata del Patrimonio (24 settembre)

Una notte e un giorno per approfittare dell' apertura gratuita con visite guidate dei musei del Palazzo degli Istituti Anatomici, sito fra via Giuria e corso Massimo d' Azeglio. Il polo museale è composto da: Museo della Frutta, Museo Cesare Lombroso e Museo di Anatomia, tutti visitabili dalle ore 17 fino alla mezzanotte del 23 settembre, con stand didattici in piazza Castello e navette gratuite. Il 24 settembre invece sono aperti tutto il giorno fino alle ore 18.

Per info: www.nottedeiricercatori.it - www.museodellafrutta.it

- Festa dei vicini (24 settembre)

Come ogni settembre torna questa iniziativa europea che porta vicini, conoscenti e amici nei cortili e nelle strade di Torino. All' Aiuola Donatello, come in altre piazze e vie di San Salvario, sarà organizzato un lauto banchetto dalle ore 20.30 in poi, noi siamo lì!

- Compleanno Casa del Quartiere (24 settembre)

Auguri Casa del Quartiere! E' già passato un anno dalla sua inaugurazione e questo progetto sta crescendo sempre più, catalizzando le iniziative promosse da varie associazioni di quartiere.

Ecco alcune iniziative della giornata di festa:

Salone grande dalle ore 10.30 alle 19 e oltre: spettacoli teatrali
Saloncino dalle ore 17.30 alle 19: laboratori Slowfood
Cortile dalle ore 11 alle 20: laboratori pittura + balli + Banca del Tempo + spazio Borgo Medievale + salotto marocchino + Mais
Aiuola Donatello dalle ore 15 alle 20: officina informatica + ciclofficina ABC + banchetti produttori della provincia + balli + stand Biblioteca Shahrazàd

Per più info: www.casadelquartiere.it

- Fiera del disco (25 settembre)

Come d' abitudine torna la Fiera del disco, vinile e cd sotto la tettoia di piazza Madama Cristina. Con più di 100 espositori si può trovare di tutto e anche alcuni negozi di dischi del quartiere vi sono rappresentati. Orario: dalle 10 alle 19

- Concerto sull' acqua (25 settembre)

La manifestazione, promossa dalla Reale Società Canottieri Cerea, desidera regalare a tutti i cittadini una nuova opportunità di conoscenza del fiume Po e delle sue attrattive. Dalle ore 20, tutti i circoli canottieri, nelle loro sedi, proporranno concerti e l' evento cardine sarà la sfilata della Bandakadabra - marching band torinese di 22 ottoni con repertorio musicale klezmer - dall'Arco del Valentino fino all'imbarco al Castello Medievale, punto dal quale ridiscenderà il Po sulla piattaforma di uno dei battelli della GTT, fino ai Murazzi.

mercoledì 21 settembre 2011

I portici di via Nizza a lutto protestano contro il degrado

Il 28 settembre dalle ore 8.00 e per tutto il giorno esponi alla tua finestra un drappo nero a simboleggiare lo stato in cui sono state ridotte le nostre vie, la vita commerciale e l’ambiente urbano. Riprendiamo possesso delle nostre strade, richiediamo legalità e vivibilità, pretendiamo i nostri DIRITTI.

"I portici di via Nizza dicono no a Paratissima"

Niente Paratissima nei negozi dei portici di via Nizza, i commercianti esasperati dalla persistente situazione di degrado non partecipano in segno di protesta.

La sfiducia e lo sconforto si sono fatti strada tra i commercianti – stufi di attendere una riqualificazione che non accenna a decollare – tanto da indurli a disertare una manifestazione come Paratissima capace di portare a San Salvario migliaia di persone. "Abbiamo avuto una scarsissima adesione da parte dei negozi che si trovano sotto i portici di via Nizza – ha spiegato Damiano Aliprandi, uno degli organizzatori, nel corso di una commissione alla Otto – organizzeremo sicuramente qualcosa sotto i portici ma c’è un clima di sfiducia perché secondo molti commercianti finito l’evento tutto tornerà come prima".

Nei prossimi giorni gli organizzatori tenteranno un’ulteriore opera di convincimento ma il problema del degrado rimane, in attesa di una soluzione. "Mi spiace che i commercianti non partecipino perché ogni occasione va colta – spiega la coordinatrice alla cultura della Otto, Paola Parmentola – ma hanno ragione per quanto riguarda lo stato delle cose sotto i portici dove serve una soluzione di tipo politico che non può certo essere la circoscrizione ad adottare, chiederò comunque al presidente di convocare un consiglio aperto sulla questione perché qualcosa deve essere fatto e non può essere rimandato".

All’ombra dei portici i diretti interessati cercano di buttare acqua sul fuoco sperando in un esito diverso. "Ci sono dei commercianti che si rifiutano per motivi personali, perché magari di sera sono chiusi – commenta un commerciante che preferisce restare anonimo – certo bisognerebbe anche riflettere sul tipo di esercizi che ci sono sotto i portici, questa situazione è data anche dal fatto che non ci sono molte attività in grado di partecipare senza dimenticare che a qualcuno fa sicuramente più comodo il degrado anziché un evento che attira migliaia di persone e rischia di disturbare certi traffici".

da alexporro.wordpress.com

"Drappi neri di protesta sotto i portici di via Nizza"

Drappi neri come ai funerali. I portici di via Nizza saranno bardati a lutto per annunciare ai torinesi che sono ormai uno dei punti morti della città. Un segnale estremo deciso dai commercianti e dagli operatori per dare una scossa, per svegliare la politica e chi si dovrebbe occupare del rilancio della zona, polizia municipale e forze dell’ordine comprese. La decisione ieri sera, dopo due ore di assemblea degli esercenti, ormai stanchi e arrabbiati di avere a che fare con spaccio, prostituzione e degrado. «Negli ultimi sei mesi la situazione è peggiorata», spiegano. Ma altri aggiungono: «È sempre rimasta uguale per tutti questi anni, tra alti e bassi, l’operazione di marketing di San Salvario si è ormai esaurita».

Prima c’era il cantiere della metropolitana. Una volta finito sarebbe dovuto partire il rilancio dei portici. Nulla da fare. Anzi, il metrò ha portato via ancora più passeggio. E quella dei drappi non sarà l’unica formula di protesta scelta da chi, nonostante tutto, crede nel quartiere e vorrebbe vedere i portici vivi. Quasi tutti gli esercenti del primo tratto di via Nizza, fino a corso Marconi, non aderiranno alla prossima edizione di Paratissima, dal 2 al 6 novembre. Solo l’Hotel Mercure metterà a disposizione degli spazi per rassegne di design, all’interno del contenitore Paradesign. «Qui non servono gli artisti — dicono in una battuta diversi commercianti — servirebbero solo degli agenti di pattuglia». Un pensiero che corre anche lungo le vie Berthollet, Goito e San Pio V, dove sono ricomparse le siringhe agli angoli della strada, oltre alla sporcizia e agli spacciatori che controllano il territorio.
La coordinatrice alla Cultura della Circoscrizione VIII, Paola Parmentola (Pd), è preoccupata per la scelta dei negozianti della zona: «Gli organizzatori vorrebbero coinvolgere gli esercenti — spiega dopo la commissione dove sono state annunciate le defezioni — ma il clima tra gli operatori è negativo. Hanno ricevuto solo dei no».
Gli operatori chiedono l’intervento del presidente della Circoscrizione, Mario Cornelio Levi, e del sindaco, Piero Fassino, che in campagna elettorale si è presentato due volte. Dopo non si è più visto. «Quando è venuto — racconta Giuseppe Avignone, segretario dell’associazione di via e direttore dell’Hotel Mercure — ci è sembrato allarmato per la situazione. Ora cosa intende fare?»
Per il responsabile dell’albergo, che ogni giorno ricorda agli addetti che «devono riuscire a far dimenticare agli ospiti quello che c’è fuori dalla porta», i programmi di comunicazione e di marketing, quelli che hanno portato San Salvario all’onore delle cronache come modello di recupero, non bastano più. È un quartiere a due velocità, la riqualificazione è a macchia di leopardo e i portici sono stati dimenticati. Secondo la consigliera Parmentola San Salvario è come una bicicletta: «Ad una pedalata ne deve seguire un’altra, altrimenti la bici cade».

di Diego Longhin, Repubblica (21/09/2011)

martedì 20 settembre 2011

Park(ing) Day in largo Saluzzo


Parcheggi che diventano giardini fioriti per un giorno per stimolare il dibattito sulla qualità dell’ambiente urbano e sulla necessità di nuovi spazi verdi. E’ questo il senso del Park(ing) Day, iniziativa che si svolge ogni anno e nata dall’idea di uno studio d’arte e design di San Francisco che nel 2005 decise di affittare per due ore gli spazi solitamente destinati alla sosta delle auto. A Torino l’evento – organizzato dalle associazioni Laqup, Kalipolis, Donne per la difesa della società civile e cooperativa Levi con il patrocinio della circoscrizione Otto – si è svolto venerdì in largo Saluzzo e verrà replicato il 24 settembre alla Casa del Quartiere.

In una delle esedre adibite a parcheggio è stato ricavato un giardino con tanto di alberelli, piante ed una zona relax con poltrone e sedie. Largo Saluzzo ha così potuto sperimentare per poche ore un assaggio, seppur in scala piuttosto ridotta, di quella pedonalizzazione della quale si discute ormai da anni senza però essere mai approdati a nulla di concreto.

Non è un mistero infatti che l’Ottava, già nel mandato precedente, abbia sondato più volte la possibilità di una piazzetta almeno in parte pedonale. Progetto rimasto in stand-by anche per la carenza di risorse finanziarie del Comune.

da alexporro.wordpress.com

lunedì 19 settembre 2011

Lingue di fuoco sulla città

C' era un tempo bizzarro ieri...ma ci ha regalato queste visioni.





grazie a Xavier delle foto.

"Medicina e chirurgia nel Risorgimento" al Museo di Anatomia


Fino a sabato 1° ottobre nelle sale del Museo di Anatomia umana alcune vetrine ospiteranno l'esposizione temporanea

Medicina e chirurgia di guerra nel Risorgimento
Uno sguardo su una collezione “nascosta” del Museo di Anatomia umana di Torino

organizzata dal Museo in collaborazione con l'Archivio Scientifico e Tecnologico
dell'Università di Torino (ASTUT).

Si tratta di una collezione di strumenti medico-chirurgici utilizzati da due docenti di Anatomia, Lorenzo Restellini e Carlo Giacomini, che parteciparono a diversi eventi
bellici che si susseguirono nel corso dell'Ottocento e che videro la loro presenza in veste diversa, il primo come convinto patriota, prima militare di carriera e poi volontario, il secondo - di vent’anni più giovane - come membro di una nascente istituzione umanitaria, la Croce Rossa Internazionale. L'esposizione è arricchita da alcuni strumenti appartenenti a collezioni private. In occasione dell'esposizione è stato pubblicato il volumetto, a cura di Marco Galloni e Giacomo Giacobini: "Tra patriottismo e impegno umanitario. Gli strumenti della medicina militare di due anatomisti torinesi ottocenteschi".

L'esposizione è stata organizzata nel quadro del Primo Congresso Nazionale “La sanità
militare nella storia d’Italia” (17 settembre 2011), che rappresenta uno degli eventi
torinesi organizzati per celebrare il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia.

Museo di Anatomia umana
c.so Massimo d’Azeglio 52
10126 Torino
tel. +390116707883
e-mail: museo.anatomia@unito.it
orario: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18.

sabato 17 settembre 2011

Festa di via Nizza 2011

RIMANDATA AL 2 OTTOBRE

A fine estate via Nizza è in festa per i 150 anni dell' unità d' Italia.
Negozi aperti, spettacoli, sfilate animeranno la giornata.

Domenica 18 settembre 2011 dalle ore 9.00


Rassegna stampa: "Chi troppo, chi niente. La battaglia dei bus" fra via Nizza e via Madama.

E GTT latita...da parecchio.

Clicca sull' immagine per ingrandire e leggere l' articolo:

di Elisabetta Graziani, La Stampa (16/09/2011)

Il mondo di Joele per l' integrazione delle donne

L’associazione Il mondo di Joele è nata nel giugno del 2007 e da quel giorno si occupa dell’inserimento delle donne (in prevalenza straniere) nel mondo lavorativo.
L’associazione sviluppa progetti annuali che tengano conto delle competenze professionali maturate nel paese di provenienza delle partecipanti. Questo processo evita l’innescarsi di un circolo di frequentazione di corsi che variano a seconda delle esigenze del momento e, soprattutto, sono mirati alla collaborazione e alla cooperazione tra le donne per la creazione di impresa.

I progetti dell’associazione finora hanno dato risultati positivi proprio perché non sono limitati ad offrire competenze di base, ma anzi, sviluppano la professionalità già acquisita e sollecitano la creazione di una rete di amicizia tra le partecipanti, così da poter usufruire di un aiuto tra madri sole che devono lavorare. Il reciproco aiuto e scambio di favori facilita l’organizzazione della giornata per chi deve lavorare e ha uno o più figli piccoli di cui prendersi cura.
I progetti per l’anno 2011/2012 sono diversi: Lavorare per, lavorare con, destinato alle persone che lavorano come colf e badanti e alle famiglie che danno loro lavoro. L’obiettivo è quello di avere un riscontro in tempo reale, sia dal datore di lavoro, sia dal lavorante, sulle criticità che sorgono quando ci si trova a svolgere una mansione che prevede la coabitazione che non è mai facile, soprattutto quando si devono far convivere religioni e culture diverse.

Un altro progetto è Nonsoloparole, un percorso di alfabetizzazione a più livelli che coinvolge donne straniere in difficoltà di inserimento lavorativo e sociale per motivi culturali (non capiscono e non parlano l’italiano, spesso sono analfabete d’origine, cioè analfabete anche nella loro lingua madre).
Questo progetto è alla terza edizione e dai risultati della prima esperienza emerge che il tasso di persone che hanno concluso il percorso è pari al 75 per cento, mentre le difficoltà che si riscontrano maggiormente sono riconducibili agli impegni quotidiani (lavoro, figli, gestione della casa).
Per le donne partecipanti ai progetti dell’associazione è a disposizione un baby parking che non prevede una retta mensile ma un contributo libero a seconda delle possibilità economiche della madre. Questo serve soprattutto per chi, per graduatoria, non ha accesso ai nidi comunali e deve necessariamente lavorare.
L’accesso all’associazione avviene principalmente tramite segnalazione dei servizi sociali del comune di Torino, il centro di ascolto diocesano e l’Ufficio Pio, oltre al libero contatto, ossia persone che arrivano direttamente in associazione esponendo un problema che, nella maggior parte dei casi, riguarda proprio la difficoltà di trovare un lavoro, una casa, un aiuto per badare ai bambini piccoli.
I 25 volontari dell’associazione ricevono circa 800 contatti l’anno e prendono in carico 300 di queste richieste.
Il 14 settembre, a un anno dall’inaugurazione, il Presidente del Consiglio comunale, Giovanni Maria Ferraris, ha visitato la sede dell’associazione in via Saluzzo 30.

Per informazioni e appuntamenti, si può contattare il numero telefonico dell’associazione 0116508086 o l’indirizzo e-mail ilmondodijoele@hotmail.it

da CittAgorà, 16/09/2011

venerdì 16 settembre 2011

Viaggio in Italia alla Biblioteca Shahrazàd


In occasione del 150° anniversario dell’unità nazionale, l' Urban Center metropolitano propone un viaggio nelle città italiane, raccontate ad alta voce attraverso le pagine degli scrittori degli ultimi 150 anni. 8 città narrate in 8 biblioteche civiche per scoprire, attraverso la letteratura, le complesse trasformazioni del nostro paese e tracciarne una mappa letteraria.

Sabato 17 settembre ore 11.00 ci sarà un incontro presso la Biblioteca Shahrazàd (via Madama Cristina, 41) con le pagine di Camillo Boito, Pier Paolo Pasolini, Gabriele D’Annunzio.

Per visualizzare il programma completo:

http://www.urbancenter.to.it/indexSchedaConf.php?id_conf=239

giovedì 15 settembre 2011

Rassegna stampa: "I palazzi della discordia al Valentino"


Dopo una strenua battaglia - cominciata oltre un anno fa - i residenti dell’area ex Isvor hanno perso il ricorso al Tar. E così, tempo una, due settimane, nel quadrilatero compreso fra corso Massimo d’Azeglio, via Monti e via Marenco cominceranno lentamente, ma inesorabilmente, a crescere i mattoni. «Un orrore» secondo i residenti, abituati ad avere la vista sul Valentino, o al massimo su deliziose villette primo Novecento, «un’autentica cittadella che darà una bella marcia in più al quartiere» secondo il progettista Alberto Rolla.

Per capire come cambierà il quartiere bisogna (come sempre) partire dai numeri. L’area misura 31 mila metri quadri, si costruiranno 216 alloggi, 37 uffici (o negozi), e 442 posti auto in una autorimessa sotterranea. Fin qui, l’aspetto privato dell’insediamento. «Ma c’è anche molto di pubblico - spiega Rolla srotolando la piantina della piazza pubblica e di un altro parcheggio». In effetti, le opere di urbanizzazione a carico della proprietà sono parecchie. Si parte da un cuore urbano aperto a tutti, la piazza, appunto (3.600 metri quadri), e si arriva al parcheggio pubblico (6.750 metri quadri e 160 posti auto). «Poi si rimetteranno a nuovo i marciapiedi di corso Massimo d’Azeglio, corso Dante, via Marenco e via Monti. Il tutto per un totale di 2.300 metri quadri. Ma agli abitanti tutto questo non basta e oggi scenderanno sul piede di guerra ritrovandosi in assemblea: «Non ci fermeremo certo davanti a un giudizio del Tar - anticipano -, noi vogliamo portare Chiamparino alla Corte dei Conti».

Insomma, nonostante gli sforzi dell’ex assessore all’Urbanistica Viano e dell’attuale Curti, di «rimodellare le cubature in modo che risultino il meno invasive possibile», i residenti continuano a mettere in lavatrice i loro stendardi con su scritto «Salviamo Borgo Valentino» dando una rinfrescata al loro rancore. «Più di così non possiamo davvero fare nulla - spiega ancora Rolla, che è autore di parecchie opere pubbliche a Torino, e non certo caratterizzate dall’antiestetica, vedasi il nuovo stadio della Juve -, abbiamo rimodellato al massimo gli insediamenti, addolcito le asperità, veda per esempio quanto abbiamo abbassato le altezze su via Monti, di 4 o 5 piani. O veda ancora l’intervento all’angolo fra corso Dante e via Marenco com’è modulato con garbo, con i balconi ricurvi in acciaio e vetro, un’architettura che richiama il tratto vincolato dalla Soprintendenza». Poi sospira: «Si vede che non c’è grande operazione urbanistica senza il suo comitato, ma le ruspe arriveranno ormai di sicuro, perché il Tar, in merito al ricorso del 10 dicembre scorso, ha dato ragione al Comune». I lavori cominceranno nella prima settimana di ottobre e finiranno nel giro di tre, quattro anni, anche perché si tratta di una vera cittadella che non si può certo tirare su in qualche mese.

«Occorre ragionare su una città più densamente abitata. Le aree industriali dismesse vanno usate in questo senso: senza una domanda di servizi più concentrata non saremo più in grado di reggere il livello di intervento pubblico richiesto» disse, qualche mese fa, l’ex assessore Viano durante un’accesissima commissione alla circoscrizione 8. «Bisogna guardare in modo più disincantato alla realtà», era stata la dura replica di Viano alle proteste dei residenti contro la «cementificazione selvaggia».

Ma la replica di chi voleva tutelare gli interessi di chi abita da quelle parti fu altrettanto dura: «Dubito che non si possa intervenire sugli indici di edificabilità - disse la coordinatrice all’urbanistica della 8, Carolina De Donato -. Alcuni aspetti del Piano Regolatore sono da ripensare, perché stabiliti in passato in circostanze diverse. Non possiamo rinunciare a pensare al futuro perché mancano i soldi».

Ormai, purtroppo per i comitati, il tempo dei ripensamenti pare terminato. Anche se loro già promettono di fare ricorso al Consiglio di Stato.

di Emanuela Minucci, La Stampa (14/09/2011)

mercoledì 14 settembre 2011

Conclusa l' operazione "Condominio del Piacere": E' il famigerato 164 di via Ormea.


La squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato Barriera Nizza della Questura di Torino ha eseguito nelle ultime ore l’ordinanza con la quale il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Torino ha disposto l’applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di un amministratore di condominio che concedeva, su mandato dei proprietari, l'affitto degli appartamenti a prostitute e transessuali e ne ricavava cosi' un profitto per se' e per gli stessi proprietari. L'uomo, un torinese di 62 anni, e' stato arrestato per favoreggiamento della prostituzione mentre altre quattro persone, tra cui il portiere dell'immobile, sono sottoposte all'obbligo di firma. Su altre sette persone sono in corso accertamenti.
A incastrarli sono stati alcuni cittadini del quartiere San Salvario a Torino che hanno segnalato uno strano via vai alla Polizia. Gli agenti del Commissariato Barriera Nizza hanno cosi' iniziato le indagini nel settembre 2010 con appostamenti, pedinamenti e riscontri nella zona di via Ormea. Gli agenti hanno accertato che l’amministratore favoriva la prostituzione nel condominio affittando a transessuali e prostitute gli appartamenti, per lo piu' dei monolocali, attraverso dei prestanome. Gli affitti andavano dai 470 ai 700 euro su cui l’uomo tratteneva per se e i complici una percentuale. Oltre una decina le ragazza, italiane e dell'est, che si prostituivano oltre ad alcuni transessuali italiani e sudamericani. Un giro d'affari che, hanno stimato gli inquirenti, si aggirava sui 150/200mila euro al mese.

da questure.poliziadistato.it

Ecco il condominio di via Ormea 164 (immagine qui sotto)

Su Leggo di giovedì 15 settembre si conferma l' anticipazione:
"[...]nel condominio di via Ormea 164 trasformato in un paradiso del sesso a pagamento dall' amministratore Pierangelo Doglio 62 anni, che è stato arrestato.[...]"

Rassegna stampa: Nel cantiere del Teatro Colosseo


(La direttrice Claudia Spoto davanti al teatro)

Dietro l'insegna che campeggia su via Madama Cristina si sta svolgendo una piccola rivoluzione. Il Teatro Colosseo è trasformato in un cantiere che ne sta cambiando radicalmente il look e gli spazi interni: palcoscenico più ampio, platea "flessibile" per ospitare spettatori o aprirsi a particolari messe in scena, poltrone più comode, una spettacolare passerella a 13 metri d'altezza, persino un mini-giardinetto coltivato a lavanda e aperto al pubblico sul lato dei camerini. Un intervento che restituirà alla città e a San Salvario un teatro che, nelle intenzioni della direttrice Claudia Spoto, sia più aperto alla gente.

(Foto Del Bo/Photonews)



da Repubblica Fotogallery (13/09/2011)

domenica 11 settembre 2011

Il futuro di Torino Esposizioni: Riuso, conoscenza, abbandono?


A pochi passi dal Po e dal Parco del Valentino, un’area di eccezionale pregio ambientale resta in attesa di una nuova vocazione, fatta di molteplici funzioni e capace di valorizzarla in via definitiva. Ne è baricentro Torino Esposizioni, storico cuore della Torino fieristica, architettura novecentesca di assoluto valore, il cui uso olimpico è stato solo un rapido capitolo, incapace di indicare la via. Oggi, le ipotesi di costruzione di uno stabile polo universitario, connesso al Castello del Valentino e all’Istituto Galileo Ferraris, sembrano costituire un’opportunità imperdibile ma la cui fattibilità resta ancora da verificare.

Martedì 13 settembre 2011, ore 18.00
Sala Duomo, Officine Grandi Riparazioni, Corso Castelfidardo 22, Torino
"Riuso, conoscenza, abbandono? Torino Esposizioni e dintorni, domani"

Intervengono
Carlo Olmo, direttore Urban Center Metropolitano
Francesco Profumo, rettore Politecnico di Torino

Introduce
Giulietta Fassino, Urban Center Metropolitano

Coordina
Michele Bonino, Politecnico di Torino

venerdì 9 settembre 2011

Flying Fortress@Galo Art Gallery


Flying Fortress ha lasciato il segno in tutto il mondo e ha collaborato con alcuni tra i più grandi nomi della street art e graffiti. Il suo art toy,la sua icona (il "Teddy Trooper" è stato stravenduto in tutto il mondo e come artista è sempre stato innovativo nella sua arte ed e sempre stato pronto a fare nascere nuove idee e nuove evoluzioni artistiche per soddisfare i suoi numerosi fans.

Flying Fortress, artista di Monaco di Baviera ha iniziato a fare graffiti nei primi anni 90.Dopo un po’ di anni passati a fare graffiti ha sentito l’esigenza di passare a uno studio più grafico della sua icona.
Ritorna “per strada” con nuove idee e influenze artistiche presentando i suoi Teddy Troops.
In primo luogo sono apparsi come poster, come adesivi e come dipinti sui muri, ma in seguito si sono trasformati in giocattoli in vinile in 3D.
Le truppe sono ancora oggi disseminate in tutto il mondo mandate a occupare artisticamente lo spazio pubblico e privato. E 'stato in giro per il mondo con esposizioni e progetti in paesi come Parigi, Barcellona, Londra, Berlino, Los Angeles, New York, Tokyo, Melbourne e in Nuova Zelanda.

Inaugurazione mostra: 10 settembre 2011
ore 17.30 - 21.00

GALO ART GALLERY
Via Saluzzo 11/g, Torino
info@galoartgallery.com
011/7900074


giovedì 8 settembre 2011

Rassegna stampa: "Chiuso il villino che educa i bambini alla cultura"

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"Chiuso il villino che educa i bambini alla cultura"

di Paola Italiano, La Stampa (07/09/2011)

martedì 6 settembre 2011

Ricordando Giorgina Levi


Giorgina Levi Arian è scomparsa a Torino pochi giorni fa, a 101 anni: le cronache le hanno reso omaggio rievocando il suo impegno politico nelle istituzioni locali e in Parlamento.

Ecco il ricordo di Giancarla Codrignani (da womenews.net):

"Che io sappia - ma non è una novità - non si è fatta menzione della sua vita reale. Io l’ho conosciuta perché molti anni fa mi mise in contatto con un diplomatico israeliano disponibile per vedere se era possibile costruire qualche opportunità da parte italiana per la distensione con il popolo palestinese. E mi raccontò di sè.

Alla emanazione delle leggi razziali era una ragazza che si era laureata e voleva fare una vita normale con i suo compagno Heinz, un ebreo svizzero-tedesco.
Scopertisi perseguitati perché i nomi Arian e Levi facevano immediatamente perdere i diritti civili e, forse, rischiare la vita, cercarono di emigrare: fu possibile solo in Bolivia, perché in anni in cui la cultura ufficiale richiedeva, per essere ammessi, che una coppia dimostrasse di essere regolarmente sposata, solo quel paese dell’America latina ammetteva chi fosse in possesso di una registrazione di matrimonio formalizzata solo in sinagoga.

Ma anche i rabbini avevano paura di rilasciare un certificato non convalidato per l’espatrio. I due giovani erano nei guai per l’ostinazione di Giorgina che, poiché in quel tempo all’atto del matrimonio la donna assumeva la nazionalità del marito, non voleva perdere il suo diritto.

Trovarono comprensione da parte del rabbino di Genova e partirono. Il governo boliviano era di manica larga nell’accogliere emigrati perché aveva bisogno di medici e medico era il marito Heinz: nemmeno oggi è gran cosa andare a vivere in un villaggio delle Ande, ma a quell’epoca per una giovane donna - e per il giovane medico - non fu facile. Giorgina condivise le scomodità, la miseria e il freddo con le donne della montagna boliviana e divenne capace di aiutarle.

Quando tornò in Italia a guerra finita, si rese conto di quanto positiva fosse stata quell’esperienza e per questo - più che per la sua parentela con la famiglia Montagnana - si iscrisse al Pci e fece politica: per contribuire al bene comune a partire dai più svantaggiati.

Si impegnò anche per gli svantaggi delle donne, ma, soprattutto negli ultimi anni, fino a quando era già quasi centenaria, si diede da fare per difendere la nostra Costituzione e insegnarla ai più giovani.
Nelle scuole torinesi era popolarissima, così come a San Salvario, dove abitava, che per lei era territorio senza problemi, amica dei negozianti, del parrucchiere (conservò sempre una sua certa civetteria), ma anche dell’imam e del parroco. Sempre memore di essere una Levi, ebrea."


Qui sotto un link ad una bellissima conversazione fra Giorgina e un gruppo di donne immigrate, realizzata da Videocommunity. Purtroppo non possiamo integrare il video ma vi consigliamo vivamente di guardarlo e ascoltarlo:


j.sintax - sefa abi (2011) - turkishconnection

------------------ITALOTURKISH---------------------

Un viaggio che comincia a Kadikoy, grande quartiere di Istanbul situato sulla sponda asiatica, e finisce a San Salvario, dove tutto è iniziato. O viceversa.
Realizzato da J.Sintax, compositore nato a San Salvario ma oramai catturato dalla cultura e dalla magia della Turchia e della sua capitale Istanbul, una carrellata di fotografie, ritmate da suoni elettronico-orientali, caratterizzano questo elementare ma suggestivo video.


Kadikoy-Istanbul\Sansalvario-Torino connection
PhotoShow of Istanbul 2010\2011



https://www.facebook.com/pages/jsintax/61727820350
http://soundcloud.com/jsintax
http://www.myspace.com/jsintax
http://www.lastfm.it/music/j.sintax


domenica 4 settembre 2011

Giornata europea della cultura ebraica

La 12a giornata della cultura ebraica torna in piazzetta Primo Levi, con mostre, convegni, concerti e l' apertura al pubblico della grande Sinagoga. Un viaggio nella comunità ebraica di Torino.

Ogni anno, a partire dal 2000, la prima domenica di settembre si celebra in un gran numero di paesi (quest’anno sono 27) la Giornata Europea della Cultura Ebraica. L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) e le singole comunità locali partecipano a questo appuntamento volto a favorire la conoscenza dell’ebraismo, parlando della sua storia e mettendo in luce i suoi principi fondanti, le pratiche e i riti, l’importanza della lingua ebraica e la vitalità dell’ebraismo. Le sinagoghe e i siti ebraici vengono aperti al pubblico, si svolgono manifestazioni culturali quali convegni, conferenze, mostre, spettacoli musicali in cui i temi della cultura ebraica vengono presentati a tutta la cittadinanza con una partecipazione e un coinvolgimento straordinari. Ogni anno viene individuato un tema principale che fa da filo conduttore alle manifestazioni della giornata. Il tema di quest’anno è: Ebr@ismo 2.0: dal Talmud a Internet, a sottolineare che l’ebraismo ha una storia plurimillenaria, ma è anche una cultura viva e immersa nella modernità.

4 SETTEMBRE 2011 - 5 ELUL 5771

ORE 10.00–19.00: PIAZZETTA PRIMO LEVI
Vendita di LIBRI, uno spazio dedicato ai BAMBINI a cura delle Scuole Ebraiche “Colonna e Finzi” ed “Emanuele Artom”; al banco dei libri saranno inoltre fornite informazioni e approfondimenti sulla Giornata.

ORE 10.00-11.00: CENTRO SOCIALE DELLA COMUNITÀ EBRAICA
Convegno: “IL TALMUD , UN IPERTESTO ANTE LITTERAM?”
Saluto e introduzione del rabbino capo Rav Eliahu Birnbaum
Rav Alberto Moshé Somekh, “Cosa è il Talmud?”; Gabriele Di Segni, “Il Talmud, il primo ipertesto?”; conduce e
modera Daniele Silva.

ORE 11.00- 19,00 (ULTIMO INGRESSO ORE 18,30): VISITE GUIDATE ALLE TRE SINAGOGHE DELLA COMUNITÀ. piazzetta Primo Levi

ORE 11.00-19.00: CENTRO SOCIALE DELLA COMUNITÀ EBRAICA
Video dell’Archivio ebraico Terracini, curato da Riccardo Mazza: “Percorsi di vita e cultura ebraica”.

ORE 11.00-19.00: SALA INCONTRI
EBRAISMO SUL WEB. PERCORSO TRA LE RISORSE IN RETE
Mostra espositiva e collegamenti a siti Internet

ORE 11.00-19.00: LOCALI COMUNITÀ EBRAICA
"I SAPORI DELLA TRADIZIONE EBRAICA" a cura dell'Associazione Donne Ebree d'Italia

ORE 14.00: VISITA AI REPARTI EBRAICI DEL CIMITERO MONUMENTALE DI
TORINO
Ritrovo in Corso Regio Parco 80, davanti alla lapide delle vittime del nazifascismo. A cura di Artefacta.

ORE 16.30–18.00: LOCALI COMUNITÀ EBRAICA, SHIRIM - CANTI EBRAICI E ISRAELIANI
Workshop in collaborazione con il Coro dell'Associazione Ex-allievi e amici della Scuola Ebraica di Torino.

ORE 17.00: PASSEGGIATA STORICA NELLA ZONA DELL'EX-GHETTO
Ritrovo in Piazza Carlina, angolo via Des Ambrois. A cura di Artefacta.

ORE 20.30 - 22.30: SPETTACOLO SERALE IN PIAZZETTA PRIMO LEVI
- 20.30 Claudia De Benedetti, Vice Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane porterà il saluto dell’UCEI.
- 20.45-21.30: Spettacolo teatrale “Fuori dal ghetto” dal libro omonimo di Giorgina Arian Levi e Giulio Disegni. Il movimento interno ed esterno che portò, nel 1848, all'emancipazione degli Ebrei (Compagnia teatrale “Viartisti” - regista: Pietra Selva Nicolicchia).
- 21.30: Concerto del gruppo “Nuages ensemble”. Quattro musiciste che con i loro strumenti ci guideranno nel mondo della musica kletzmer: ritmi trascinanti e melodie suadenti si susseguono in un piacevole viaggio ricco di suggestioni.

da Torinoebraica.it

Più info su: Giornata della cultura ebraica - programma (PDF)

sabato 3 settembre 2011

Se il mare non va a Porta Nuova...Porta Nuova va al mare!


Posto questa divertente fotografia di RezTo, oggi più attuale che mai.

Nelle dichiarazioni degli ultimi giorni sul futuro di Porta Nuova, nessuno ha citato il visionario progetto di Zucca Architettura, ilmareaportanuova.blogspot.com, in cui l' area dei binari dello scalo Porta Nuova verrebbe trasformata in una gigantesca piscina...il mare che tanto manca a Torino! E forse per ripicca la stazione di Porta Nuova si è fatta un giro fino in Costa Azzurra, a Nizza, per vedere un po' com' era.

Altre fotografie di Torino sono state esposte sul lungo mare di Nizza nell' ambito della mostra "Nice/Torino: une histoire commune/una storia comune", ora alle OGR fino al 7 settembre.

Un grande grazie a RezTo...e alla sua ironia!

In altre grandi città esistono aree simili, eccone alcune:

- a Belgrado, Ada Ciganlija
- a Budapest, Barge Beach
- a Brisbane, South Bank

"Ebr@ismo 2.0", un giorno per scoprire la cultura ebraica"


Domani 4 settembre, sinagoghe aperte in tutto il Piemonte e un fitto programma di concerti, dibattiti, degustazioni e spettacoli teatrali per mettere in luce la modernità del patrimonio culturale israelitico

Un giorno per entrare in luoghi solitamente chiusi al pubblico, come le sinagoghe, ma anche per dedicarsi a musica, teatro e cucina. La giornata mondiale della cultura ebraica che si celebra domani - come avviene dal 2000 - è l'occasione per conoscere più da vicino una comunità che appartiene alla storia della città e della regione e, quest'anno, è dedicata al filo rosso che collega testi antichissimi come il Talmud alle nuove forme di comunicazione come il web. "Ebraismo 2.0 è un titolo scelto per sottolineare il legame tra ebraismo e modernità", spiega Tullio Levi, presidente della Comunità torinese. "Come ogni anno, tutti sono invitati ai momenti più gioiosi come a quelli più solenni, e speriamo che molti torinesi vogliano festeggiare con noi".
Il programma si apre alle 10 in piazzetta Primo Levi, davanti alla sinagoga, con lo spazio dedicato ai libri per bambini allestito dalle scuole ebraiche torinesi. All'interno, nel centro sociale, si aprirà il convegno sul Talmud "riletto" come ipertesto ante-litteram: ne parleranno il rabbino capo Eliahu Birnbaum, il rabbino Alberto Somekh e Gabriele Di Segni, moderati da Daniele Silva. Dalle 11 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30) si potranno visitare le tre sinagoghe della comunità e l'archivio ebraico Terracini, che contiene tra l'altro antichi contratti nuziali e molti documenti che raccontano la vita ebraica a Torino nei secoli. Dalle 11 alle 19, assaggi di cucina tradizionale verranno proposti nei locali interni a cura dell'Associazione Donne Ebree d'Italia, mentre alle 14 (l'appuntamento è in corso Regio Parco 80) si potranno visitare le sezioni ebraiche del cimitero monumentale.
Dalle 16.30 alle 18, adulti e bambini potranno familiarizzarsi con le basi della cultura musicale ebraica e israeliana, in un workshop (un'ora e mezza) dedicato al klezmer, alle melodie sefardite, ai canti tradizionali mediorientali e alle nuove espressioni musicali del melting pot israeliano. A condurre i lavori sarà Maria Teresa Milano (i posti sono limitati, prenotazioni al 335/6359185). Alle 17, da piazza Carlina angolo via Des Ambrois partirà la visita alla zona storica del ghetto (qui gli ebrei vivevano fino al 1848). La serata, a partire dalle 20.30 di nuovo in piazzetta Primo Levi. Dopo il saluto della vicepresidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Claudia De Benedetti andrà in scena "Fuori dal ghetto", lo spettacolo tratto dal libro di Giorgina Arian Levi e Giulio Disegni, con la regia di Pietra Selva Nicolicchia, seguito dal concerto di "Nuages ensemble", quattro musiciste klezmer che proporranno ritmi e melodie tradizionali.
Aperte dalle 10 alle 19 anche tutte le altre sinagoghe piemontesi: Alessandria (dove è in corso una mostra tratta dai fondi dell'archivio Terracini), Asti (con la mostra "Gli ebrei astigiani e l'Unità d'Italia"), Carmagnola, Cherasco, Chieri, Cuneo, Ivrea, Mondovì e Saluzzo. Info e prenotazioni a cura degli organizzatori: Pierreci Codess Coopcultura (011/6699725) e Artefacta (infoartefacta. it). A Casale
Monferrato invece, in una delle comunità più antiche del Piemonte, le celebrazioni si aprono alle 10 del mattino e comprendo tra l'altro la presentazione dei nuovi archivi informatici del museo dei Lumi e di quello degli Argenti aperti nella cittadina e dei nuovi protocolli informatici dell'Ucei. Degustazione di vini kasher e musica accompagneranno il resto della giornata.

di Vera Schiavazzi, Repubblica (03/09/2011)

Rassegna stampa: "Le équipe di strada conquistano via Nizza"

Un nuovo tentativo di riqualificazione in via Nizza

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"Le équipe di strada conquistano via Nizza"

di Paola Italiano, La Stampa (03/09/2011)

venerdì 2 settembre 2011

Rassegna stampa: "La rinascita mancata di piazza Carducci"


Da tre milioni di investimento del progetto iniziale a poco più di settecento mila euro già spesi per interventi controversi. Bastano le nude cifre a rendere l’idea del drastico taglio che ha colpito i lavori di riqualificazione superficiale di piazza Carducci. E della bagarre che si sta scatenando sulle opere realizzate. «Palazzo Civico ha cancellato tre quarti della cifra preventivata per la nuova piazza: dove si doveva fare con quattro si è fatto con meno di uno». A lanciare l’allarme, cifre alla mano, è il coordinatore della commissione urbanistica e viabilità della Circoscrizione 9, Massimiliano Miano. A valutare e commentare gli effetti della massiccia sforbiciata ci pensano invece residenti, commercianti e frequentatori della zona. Il giudizio è unanime: pollice verso per piazza Carducci low cost.

I commercianti sono sul piede di guerra: «Quattro anni di lavori per la metropolitana hanno penalizzato tutti i negozi, ma il futuro non si prospetta meno difficile: la piazza oggi non è un luogo di ritrovo per la gente», dicono Bernardo Arpaia del bar Lowen e Maria Rosa Carè, commerciante anche lei. La lista degli arredi urbani assenti causa scarsità di risorse è lungo: rispetto al progetto iniziale, mancano in piazza cestini per i rifiuti, panchine, paletti dissuasori e due toret. Critiche anche alla viabilità: Enrico Zazzetta e Guido Bartolesi dicono: «La riqualificazione stenta a decollare. Rimpiangiamo la piazza di prima: il traffico era più scorrevole, oggi i parcheggi sono pochi e molti spazi sono ancora occupati da transenne e resti del cantiere».

Il problema principale è però il verde: «Trovare un filo d’erba non bruciato dal sole è un’impresa», dice Maria Teresa Agagliate indicando sconsolata i quasi duemila metri quadrati di aiuole spelacchiate e polverose. Non va meglio alle piante: dei sessanta bagolari piantati da due mesi già cinque sono morti, mentre i trenta tigli previsti per il viale alberato sono stati abbattuti, prima ancora che dal caldo o dai parassiti, dalla scure dei tagli di bilancio.

L’assessore comunale alla viabilità e trasporti, Claudio Lubatti, ammette le difficoltà, ma rivendica la buona riuscita della riqualificazione: «È vero, le aiuole non sono finite: stiamo valutando col settore Verde pubblico se è possibile piantare l’erba. Ma l’intervento sulla piazza rappresenta un buon compromesso tra le poche risorse e la necessità di renderla un luogo presentabile e vivibile». Sempre da Palazzo Civico arrivano le voci più scettiche sulla possibilità di rinverdire la piazza: «Non funziona il sistema d’irrigazione di aiuole e alberi realizzato dall’azienda che ha eseguito i lavori per Gtt – dicono secchi i tecnici del settore Verde – . Se le cose continuano così, gli alberi della piazza moriranno uno dopo l’altro».

Gli operai che da inizio giugno hanno preso in consegna l’impianto ne hanno già viste di tutti i colori sollevando i tombini appena montati: tubi di diverse dimensioni «incastrati» a forza l’uno nell’altro, perdite rattoppate con fazzoletti legati intorno alle condotte, rubinetti che sgocciolano in continuazione o sono a secco dal momento della posa. I funzionari del Comune stanno provando a rivalersi sulla ditta che ha realizzato senza cura l’opera perché si faccia carico delle riparazioni. Dovesse andare diversamente sarà Palazzo Civico ad accollarsi le spese, con il conto sfavorevole pagato ancora una volta dai cittadini: un quarto dei servizi promessi, al doppio del loro costo.

di Andrea Ciattaglia, La Stampa (30/08/2011)

Rassegna stampa: Su Repubblica si specula già sullo scalo Porta Nuova. "Chiudere Porta Nuova sarà un'impresa colossale"

Ultimamente sono apparsi su La Repubblica alcuni articoli che ridisegnano il futuro di Porta Nuova. In vista della ridefinizione degli scali urbani delle ferrovie, grazie all' imminente apertura della nuova stazione Porta Susa ed alla conclusione del passante, si è ipotizzato il 2013 come data di chiusura dello storico scalo Porta Nuova, così importante per noi di San Salvario. Al di là di queste speculazioni, ad oggi fantascientifiche, le dichiarazioni sono allarmanti. Quasi tutti si dicono pronti a trasformare i terreni dei binari e a dare vita ad un nuovo quartiere: altre strade e case tra due quartieri già densamente abitati. Come già detto chiudere Porta Nuova sarà una "impresa colossale"...con profitti fantasmagorici.

Ecco gli articoli in ordine cronologico:

2013, addio a Porta Nuova "pensionata" dal Passante

FRA due anni, il tempo di completare il passante ferroviario, la stazione di Porta Nuova chiuderà i battenti. O meglio. Sui binari che arrivano a lambire corso Vittorio non passeranno più treni. Ipotesi che negli ultimi quindici anni è emersa più volte, ma che ora sembra prendere corpo. A dare l'indicazione è stato lo stesso amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, che nell'ultimo incontro con il sindaco di Torino, Piero Fassino, ha lanciato sul tavolo la cessione dello storico edificio, realizzato nel 1861, e di tutta l'area retrostante, quella dove passano i binari fino al cavalcavia di corso Sommeiller, che misura circa 50 mila metri quadrati.
Area dove può nascere un nuovo quartiere nel cuore di Torino. "Quando si completerà il passante - spiega il sindaco Fassino - le due stazioni principali saranno Porta Susa e Lingotto. Porta Nuova non sarà più centrale. L'amministratore delegato di Ferrovie Moretti mi ha detto che sono pronti a discutere della cessione dell'edificio e di tutta l'area retrostante". E il Comune è interessato ad aprire la trattativa. Un intervento paragonabile alla realizzazione delle Spine che alla fine potrebbe dare una nuova fisionomia a Torino, ricucendo una divisione storica tra due quartieri, San Salvario e San Secondo.

Una partita complessa, un'operazione urbanistica, quando spariranno binari e treni, che avrà ricadute economiche importanti sia per le casse delle Ferrovie sia per quelle della città. In tempi di manovre e tagli si tratta di un appeal in più. E sarebbe un modo per rivitalizzare gli investimenti sotto la Mole.
Ferrovie ha da poco terminato il restyling della stazione, trasformandola in una galleria di negozi, ed ora sta realizzando il parcheggio sotterraneo sul lato di via Sacchi. In una prospettiva di cessione questi interventi renderebbero ancora più appetibile l'acquisto di Porta Nuova: un polo commerciale nel cuore della città. E in questa chiave si capisce perché l'incrocio tra la linea 1 della metropolitana e la futura linea 2, ora prevista in corso Re Umberto, si sposterebbe di nuovo in corso Vittorio, dove nella fermata sottoterra sono già stati realizzati gli accessi per l'interscambio.

Moretti e Fassino avranno occasione di riparlare presto di questo mega progetto: a inizio settembre il capo delle Ferrovie sarà a Torino per inaugurare la fermata della metropolitana dentro la nuova Porta Susa. La data prevista al momento è il 5 settembre, ma potrebbe cambiare. Quello che è sicuro è che dal 9 settembre la metro avrà una fermata in più. E, mentre Moretti e Fassino passeggeranno sotto l'avveniristica volta in ferro e vetro, potrebbero discutere sul "pensionamento" di Porta Nuova.

di Diego Longhin, Repubblica (27/08/2011)

"Chiudere Porta Nuova sarà un' impresa colossale"

"È un’operazione colossale, fare un pezzo di città che non esiste nel cuore di Torino". L’assessore all’Urbanistica della giunta Fassino, Ilda Curti, sa che la redifinizione di tutta l’area da Porta Nuova fino al cavalcavia di corso Bramante sarà una delle partite più importanti del mandato. «Si sta per completare la realizzazione del passante— dice — ora è necessario studiare questo intervento strategico, pensando alle compatibilità e ai bisogni della città».

Dossier che è stato rilanciato sul tavolo dall'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, in un faccia a faccia con il sindaco, Piero Fassino. "Quando sarà terminato il passante siamo pronti a discutere della cessione di Porta Nuova e dell'area retrostante". Una battuta che ha diverse implicazioni: la chiusura di quella che fino ad oggi è la principale stazione di Torino, che nel 2013 sarà depotenziata a favore della nuova Porta Susa, l'ampliamento del Lingotto verso l'area del grattacielo della Regione e la linea 1 della metro, e la trasformazione di tutta l'area occupata dai binari, oltre 50 mila metri quadri tra i quartieri San Secondo e Crocetta, da una parte, e San Salvario dall'altra. Valore dei terreni? Dai 200 ai 300 milioni di euro. Una nuova Spina.

Un dossier già voluminoso. Negli ultimi dieci anni si sono già fatti diversi studi e avanzate ipotesi sull'uso di Porta Nuova e area retrostante, dalla sede del Museo Egizio, non più praticabile, alla creazione di un centro espositivo contemporaneo, sulla falsa riga del Museé d'Orsay di Parigi. "Tutte suggestioni valide - sottolinea Curti - ma consideriamo nel concreto ciò che serve realmente a Torino".

Oltre ad un'operazione urbanistica di vasta scala, l'intervento sull'area di Porta Nuova e binari rappresenterebbe un grande business. E in tempi di casse vuote è un'occasione, anche per il Comune. Il gruppo Ferrovie, di cui fa parte la società Grandi Stazioni, sottolinea che "il dibattito è aperto da anni con gli enti locali e il futuro della stessa stazione Porta Nuova dipende dall'esito di questo dibattito che implica anche un discorso di riqualificazione delle aree".

L'ad Moretti si è sempre mostrato interessato ad una progressiva dismissione di Porta Nuova, su cui Grandi Stazioni ha investito 45 milioni di euro per il recente restyling e la costruzione della galleria commerciale. Due le ragioni. La prima: stazione di testa poco funzionale nell'attuale organizzazione della rete. La seconda: la cessione delle aree che renderebbe ancor di più senza la costruzione di gallerie per continuare a portare un fascio di binari fino in stazione. Il Comune in passato ha sempre sposato la linea del mantenimento di una parte delle rotaie sottoterra: "Chiudere Porta Nuova vorrebbe dire perdere una stazione centrale - dice l'ex assessore all'Urbanistica, Mario Viano - e non è detto che il Lingotto possa assolvere a tutte le funzioni". Questione che preoccupa anche i pendolari.

La vendita con chiusura totale di Porta Nuova potrebbe rientrare in un nuovo accordo con Palazzo Civico per alleggerire le casse del Municipio dai costi per sistemare la parte superficiale del passante e le stazioni della rete metropolitana, Zappata e Dora, che entrerà in funzione nel 2013. Senza poi considerare i proventi dagli oneri di urbanizzazione e gli investimenti sulla fermata Lingotto. Aspetto che, secondo l'assessore al Bilancio, Giovanna Quaglia, che si occupa della realizzazione del grattacielo della Regione, sarà "uno dei primi punti in agenda dell'incontro di inizio settembre tra il presidente Cota e il sindaco Fassino".

di Diego Longhin, Repubblica (28/08/2011)

"Interriamo i binari: serve un collegamento con il centro"

RICCARDO Roscelli, vicerettore del Politecnico, con Siti, l'istituto superiore per i sistemi territoriali si occupa da anni del possibile "arretramento" di Porta Nuova. E ha disegnato vari possibili scenari.
Professore, per Torino questa nuova rivoluzione urbanistica che significato avrebbe?
"È un'operazione molto interessante anche se ci sono molte variabili da verificare. In particolare consiglierei a Fassino di considerare comunque l'opportunità che alcuni binari, magari interrati, arrivino comunque fino a Porta Nuova, perché in tutte le grandi città europee ci sono treni che arrivano nel centro cittadino. Per il resto penso che la città ne guadagnerebbe molto. Perché sarebbe una grande opportunità ricucire due quartieri come San Salvario e la Crocetta in pratica separati dalla ferrovia fin dalla loro nascita".
Come Siti vi eravate già interessati di questa ipotesi?
"Sì, è un'idea nata una decina di anni fa. Ci fu anche un accordo tra ministero delle Infrastrutture, allora viceministro era Ugo Martinat, la Regione Piemonte guidata da Enzo Ghigo, il Comune con Sergio Chiamparino e le Fs dirette già allora da Moretti. L'accordo era legato ad un'intesa sull'arretramento della stazione di Porta Nuova verso il Lingotto".
Cosa vi era stato chiesto?
"Di studiare diversi scenari: dalla ipotesi limite che prevedeva appunto la chiusura di Porta Nuova come stazione, a quella in cui tutto in sostanza sarebbe rimasto come è oggi. Tra questi scenari avevamo sostanzialmente la proposta che prevedeva che si dimezzassero i binari (dagli attuali venti a una decina) ma che fossero interrati abbassando anche il piano del ferro della stazione in modo che i treni continuassero in parte ad arrivare nel centro città. Anche se la stazione del Lingotto sarebbe comunque diventata più importante".
Un nuovo piccolo passante, insomma. E dove dovrebbero andare sotto terra i treni?
"Avevamo fatto tre scenari: interrare da corso Sommelier, da corso Dante o dal Lingotto. I costi ovviamente sarebbero molto diversi".
Come pensavate di reperire le risorse?
"La giunta di centrodestra di allora e le Fs erano convinte che si potesse fare a costo zero. Che cioè l'operazione di interramento e di rifacimento delle stazioni si potesse pagare con il ricavato della valorizzazione immobiliare delle aree liberate. Noi avevamo verificato che non era così. Nonostante su quelle aree si possa arrivare a una densità edilizia rilevante pensiamo che non si arriverebbe a coprire che una parte non maggioritaria dei costi".
Quindi la soluzione di spostare tutto al Lingotto con una sola stazione là, è la migliore?
"La meno costosa: e interessante comunque dal punto di vista urbanistico perché si collega (anche a questo riguardo è stata firmata una intesa) al nuovo grattacielo - Palazzo uffici della Regione, sull'area Fiat Avio. L'ipotesi è quella di arretrare la stazione Lingotto di qualche centinaio di metri sulla nuova area, girandone l'uscita principale verso via Nizza e collegandola con la linea di metropolitana. Anche qui sarebbe stimolante ricucire l'area degli ex Mercati generali con la zona del Lingotto e di Italia '61. E per la logistica la si potrebbe spostare a Trofarello o ad Orbassano".
Si era parlato anche di creare un parco urbano nell'area lasciata libera dal ferro. Era nel vostro progetto?
"Verde ce ne era certo, ma credo non ci si debba scandalizzare se si preferiscono abitazioni e servizi. Valorizzare aree come questa non è una speculazione: serve a migliorare il tessuto della città. Lo hanno già fatto altre metropoli in Germania, Francia e Austria".

di Marco Trabucco, Repubblica (28/08/2011)