sabato 30 luglio 2011

Un click per la Biblioteca Shahrazàd


Ciao, volete aiutare in modo semplice e gratuito la biblioteca Shahrazad e permetterle di continuare la sua attività presso il quartiere S. Salvario di Torino? Ora potete farlo: la biblioteca partecipa al concorso di Citroen Italia “1 Click Donation” che assegnerà due automobili alle due associazioni che avranno ricevuto più Click! Alla biblioteca servono quanti più click possiamo raccogliere entro il 26 agosto.

Partecipare è assolutamente gratuito.

Per aiutarla, dovete votare la biblioteca Shahrazad andando su questo sito:

http://www.citroen.it/attualita/eventi/1clickdonation

cercate la biblioteca Shahrazad e cliccate sul tasto “MI PIACE” vicino al nome biblioteca Shahrazad.

Oppure se siete registrati su facebook lo potete fare al seguente link:

http://www.facebook.com/citroenitalia?sk=app_140625892682612&app_data=838

cercate la biblioteca Shahrazad e cliccate sul tasto “MI PIACE” vicino al nome biblioteca Shahrazad.

Votate su tutte e due le pagine: sito internet e facebook!

Se cliccate “MI PIACE” sulla pagina di citroen italia:

http://www.facebook.com/citroenitalia?sk=wall

il voto vale doppio!

Potete votare anche più di una volta, casa, ufficio, cellulare… case di amici, parenti ecc.

La biblioteca vi ringrazia per l’aiuto e vi chiede gentilmente di diffondere l’iniziativa a tutti i vostri contatti.

Grazie a tutti!

J.Sintax summer release!

Direttamente da via Galliari, una nuova traccia estiva di J.Sintax, un' incursione musicale dal mondo dell'elettronica a quello orientale!


mercoledì 27 luglio 2011

Funamboli all' Aiuola Donatello!

Giovedì scorso all' Aiuola Donatello la compagnia di funamboli teatranti "Los Filonautas" ha inscenato uno spettacolo bello e coinvolgente con musica, acrobazie e gags, il tutto...appesi ad un filo! Lo spettacolo ha attirato tantissime persone e l' Aiuola Donatello si è trasformata in un palcoscenico perfetto!

Ecco alcune fotografie di Davide Pierrettori, che ringraziamo!






(cliccate sulle immagini per ingrandirle)

Grazie alla Casa del Quartiere, che ha organizzato lo spettacolo, ai Bagni Municipali, all' Associazione Aiuola Donatello, al ritrovato Caffè dell' Orologio, ora con un gigantesco dehors, la piazza è in piena rinascita.

lunedì 25 luglio 2011

Mercatino solidale dell' usato


Martedì 26 luglio s' inaugurerà il "Mercatino Solidale dell' Usato" nel Terzo Padiglione di Torino Esposizioni (ingresso da via Petrarca, 39/B). Il Mercatino è organizzato da Emmaus, movimento fondato dall' Abbé Pierre, e realizzato in occasione del Campo di Volontariato internazionale che quest' anno ha sede a Torino.

Nel mercatino si potranno tovare mobili, vestiti, quadri, lampadari, cornici, biciclette, libri, elettrodomestici, piatti, bicchieri, stoviglie, collezionismo, oggetti di tutti i tipi e per tutte le tasche.

Il mercatino di via Petrarca è aperto dal martedì al sabato, dalle 9.00 alle 12.00 il mattino e dalle 15.00 alle 19.00 il pomeriggio.
Il ricavato andrà a sostegno di iniziative di solidarietà locale, nazionale e internazionale.

Nel frattempo è già attiva dal 10 luglio la raccolta di materiale riutilizzabile. Fino al 4 settembre, chiamando il numero 011-8198479, i volontari di Emmaus passeranno a recuperare tutto ciò che è riutilizzabile.

Per più info: www.emmaustorino2011.net

Rassegna stampa: "Movida selvaggia, ora tocca ai Murazzi" e poi, forse, San Salvario



Piazza Vittorio non è che il primo tassello di un piano che, per forza di cose, dovrà estendersi alle altre zone «calde» della notte. Ce ne sono almeno due che da mesi chiedono ascolto e interventi: i Murazzi e San Salvario. Storie diverse e diverse preoccupazioni: da un lato ci sono ragioni di sicurezza che risiedono nella massiccia presenza di venditori abusivi e pusher, spesso alleati tra loro ai danni dei frequentatori delle arcate; dall’altra c’è un’infilata di licenze che sta trasformando un isolato in un tempio del divertimento a senso unico.

In Comune cominceranno a lavorarci dopo l’estate. Ai Murazzi la soluzione potrebbe passare dalla prefettura, qualora Palazzo Civico riuscisse a strappare un impegno dei responsabili dell’ordine pubblico a pattugliare le sponde del Po di notte. Agenti in divisa di fronte ai locali sarebbero probabilmente sufficienti a mettere in fuga sia gli spacciatori che gli abusivi.

Più complessa la situazione di San Salvario, dove temono che una stretta sulla zona Murazzi-piazza Vittorio finisca per riversare nuove persone verso il Valentino e il cuore del quartiere. Il quadrilatero vecchio di San Salvario, che già patisce gli effetti collaterali della movida, rischierebbe il collasso con nuovi inaspettati carichi. «Già ora - spiega il vicepresidente e coordinatore alla viabilità della circoscrizione 8 Marco Addonisio - molti frequentatori dei locali del centro lasciano l’auto a ridosso di corso Vittorio Emanuele II, nel parcheggio interrato di piazza Madama Cristina e anche in superficie, sebbene la sosta sia vietata. Per non parlare degli intasamenti al Valentino, soprattutto in viale Virgilio, a partire dall’arco al fondo di corso Cairoli».

Non a caso la circoscrizione aveva iniziato a verificare la fattibilità di una Ztl notturna in alcune zone di San Salvario: un’idea che trova non pochi ostacoli, a cominciare dalla carenza di parcheggi intorno. L’ipotesi di una Ztl in piazza Vittorio significherebbe un addio definitivo al progetto. «Il rischio - conclude il vicepresidente - è che i disagi vengano solo spostati, dal centro a San Salvario. Speriamo che, prima di andare avanti, il Comune coinvolga anche le circoscrizioni».

Il progetto su piazza Vittorio - pedonalizzazione notturna, gestione dell’area come maxi evento in termini di ordine pubblico e igiene, accordi vincolanti tra amministrazione, gestori dei locali e residenti - non convince i partiti all’opposizione. «Dopo dieci anni di immobilismo sarebbe il caso di chiudere l’era degli interventi spot, del tutto inutili, e dare finalmente avvio a una progettualità tecnica di livello, magari coinvolgendo il Politecnico», suggerisce il capogruppo della Lega Mario Carossa. E la consigliera del Pdl Paola Ambrogio: «Bisognerebbe estendere e implementare l’attività di controllo da parte della polizia municipale, intervenendo subito con un incremento di organico che da anni chiediamo a gran voce».

Più articolata la proposta di Alberto Musy di Alleanza per la città. Ha presentato un’interpellanza con cui chiede al Comune di svuotare il più possibile il centro dai grandi eventi e portarli in periferia. Non solo, ma «qualora le manifestazioni danneggino i luoghi che le ospitano, bisogna rivalersi sugli organizzatori».

di Andrea Rossi e Paola Italiano, La Stampa (23/07/2011)

domenica 24 luglio 2011

Sun Salvario Views su La Stampa: "Un flop il parcheggio del Quinto Padiglione"


Sembra che i giornalisti de La Stampa ci leggano, infatti ogni tanto nelle pagine dei Quartieri compaiono segnalazioni forse "ispirate" dai nostri post. E tutto ciò ci fa piacere, perchè amplifica le nostre osservazioni e dà visibilità a problemi più o meno sentiti nel quartiere.

E questa volta siamo anche stati citati...con tanto di foto!
Nel post "Oggi riapre il V Padiglione" avevamo espresso la soddisfazione per la riapertura del parcheggio interrato nel Valentino, cui necessitava però una politica concertata coi locali e con le istituzioni per promuoverne l' uso, di giorno e di notte. La giornalista Giulia Pescara ha documentato il "flop" del Quinto Padiglione e il trionfo della sosta selvaggia nel parco, segnalando il nosto blog. Eccovi l' articolo:

(cliccate sull' immagine per ingrandirla e leggere l' articolo)

di Giulia Pescara, La Stampa (22/07/2011)

venerdì 22 luglio 2011

Rassegna stampa: Appuntamenti "a luci rosse" nel centro massaggi cinese

Un giro di prostituzione che fruttava quasi 40 mila euro al mese. Dipendenti costrette a lavorare 16 ore senza pause. In manette i quattro gestori.

(I carabinieri hanno posto sotto sequestro i locali di via Nizza)

Due case d’appuntamenti mascherate da centro massaggi chiuse e quattro persone, tutte di nazionalità cinese, arrestate: è il bilancio di un’operazione contro la prostituzione condotta dai carabinieri di Torino negli ultimi giorni, con il coordinamento della Procura del capoluogo piemontese. I militari hanno posto i sigilli a due centri massaggio «a luci rosse», uno situato nei pressi della stazione di Torino Porta Nuova, l’altro a Moncalieri. L’attività dei due negozi è stata monitorata per tre mesi con telecamere nascoste.

A far partire le indagini, cominciate circa 3 mesi fa, una giovane romena che aveva trovato lavoro nel centro ma che, dopo aver scoperto che si trattava non di un normale centro estetico, ma di un centro di massaggi «particolari» ai quali non voleva prestarsi, si era rivolta ai militari per denunciare la situazione.

A finire in manette, dopo l’ordine di custodia cautelare spiccato dal gip Loretta Bianco su richiesta del pm Andrea Padalino, sono stati i due coniugi titolari dei due centri, Zhifang Zhao, 47 anni, e Jinhua Zhao, 48 anni, gestori del centro di Torino. In cella anche Haijuan Zhao, 30 anni, e la responsabile del centro di Moncalieri, Xiangzhen Zheng, 22 anni, che marito e moglie consideravano persone di fiducia a cui veniva affidata la gestione dei centri quando erano impossibilitati a farlo.

Nei confronti di una quinta persona, una donna anche lei di nazionalità cinese, è stato disposto il divieto di ingresso in provincia di Torino. Ai due padroni, oltre al reato di sfruttamento della prostituzione, sono contestati anche quelli di evasione fiscale - i due negozi fruttavano poco meno di un milione di euro l’anno che sfuggivano all’erario - e di violazioni in materia di lavoro.

Con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali i militari hanno accertato che 4-5 massaggiatrici lavoravano 16 ore al giorno per tutti i giorni della settimana, Pasqua e Natale compresi, fruttando ai titolari tra i 30 e i 40mila euro al mese. Non vi era una chiusura neppure per la pausa pranzo, tanto che le ragazze nei momenti di pausa riposavano sugli stessi lettini su cui eseguivano le prestazioni mentre il cibo era loro portato dall’esterno. Le ragazze, tutte cinesi di età compresa tra 20 e 32 anni, alloggiavano in un dormitorio messo a disposizione dalla coppia.

I costi dei massaggi variavano tra i 30 euro per il massaggio tradizionale, fino agli 80 euro per quelli «particolari». I clienti del centro erano per lo più cittadini italiani, alcuni di loro anche facoltosi, professionisti e dirigenti, e qualche turista. Ora sono in corso accertamenti per valutare violazioni di natura fiscale e della normativa che regola il mercato del lavoro.

da La Stampa, (21/07/2011)

Rassegna stampa: "Topi in via Madama Cristina" (per non parlare delle blatte...)


A San Salvario grossi ratti escono dalle fogne e si avventurano per le strade. Che i topi, soprattutto quelli di grandi dimensioni, siano una presenza fissa e costante al Valentino e nelle immediate vicinanze del Po non è una novità. Lo è invece la loro presenza nelle vie del quadrilatero vecchio di San Salvario e in particolare nella sempre molto trafficata via Madama Cristina. Proprio il traffico deve essere stato all’origine della morte di un topo di notevoli dimensioni, la cui carcassa è stata rinvenuta ieri da alcuni residenti all’angolo tra le vie Baretti e Madama Cristina appunto. Probabilmente risalito dalle fognature attraverso un tombino o dalla cantina di qualche palazzo il topo si è avventurato nella giungla urbana ma non ha fatto molta strada. L’animale è stato quasi certamente investito da un veicolo e sbalzato all’angolo fra le due vie, a pochi passi dall’attraversamento pedonale. Scansata con ribrezzo dai passanti la carcassa è stata poi rimossa nel pomeriggio, grazie alla segnalazione dei vigili. "In questi casi provvediamo noi ad inoltrare la segnalazione alla centrale – fanno sapere dal presidio di via Saluzzo della polizia municipale – poi viene fatta intervenire l’Amiat che rimuove i resti".

di Alessandro Porro, alexporro.wordpress (21/07/2011)

martedì 19 luglio 2011

Rassegna stampa: Tunnel Lanza a mezzo servizio, code in corso Massimo d'Azeglio


Quasi un’ora di coda per uscire dalla città. Colpa delle chiusura del sottopasso Lanza che collega i corsi Unità d’Italia e Massimo d’Azeglio. A niente è servito dilazionare il cantiere. Da ieri sono terminati i lavori su una delle corsie e il tunnel, per chi arriva dalla tangenziale alla volta del centro, è stato riaperto: fino al 22 luglio però resterà off limits agli automobilisti la carreggiata opposta. Evidentemente più utilizzata visto il fiume di auto che si è raccolto ieri nelle ore di punta: per percorrere il tratto che collega i corsi Dante e Bramante bisognava mettere in conto oltre quaranta minuti.

Un’eternità considerato che normalmente ce ne vogliono appena cinque. Le code si sono formate anche nell’arco di tutto la giornata, con tempi di attesa che andavano dai 20 ai 30 minuti. "Non è possibile – sbuffa Cristina Levi, un’impiegata di 27 anni Non ne usciamo più. E’ come essere in trappola". Tra le proteste, c’è chi si lamenta per la mancanza di informazione. "Su corso Massimo non c’è alcun tipo di avviso – si lamenta Federico Boni, 36 anni - La segnaletica che avverte gli automobilisti della chiusura è stata posizionata solo all’imbocco del tunnel. Quando non c’è più possibilità di evitare l’ingorgo».

La chiusura del sottopasso, seppur a metà, non è l’unico problema con cui devono fare i conti gli automobilisti. Per chi arriva da corso Massimo d’Azeglio e deve svoltare in corso Bramante, avendo già fatto i conti con oltre venti minuti di coda, ecco un ulteriore ostacolo: il cavalcavia, a sua volta parzialmente chiuso. Delle due corsie di un tempo, ne resta aperta solamente una. Altre zone di Torino non sono esenti dagli ingorghi causati dai cantieri estivi. Anche in corso Regina infatti si creano puntualmente code interminabili.

di E.D.B. la Repubblica, Fotogallery (19/07/2011)

Soundscape: passeggiata sonora per le vie di San Salvario

Per il corso di Ingegneria del Suono del Politecnico di Torino (docente Marco Masoero), gli studenti Fiorella Santopietro, Marianna Ferrante, Romeo Corgiolu e Chiara Talarico hanno registrato i suoni di alcuni incroci, piazze o vie del quartiere.
Il risultato è un viaggio sonoro molto interessante. E questi suoni, a San Salvario, non sembrano essere molto cambiati rispetto a quelli di cento anni fa.



Consiglio degli studenti: usa gli auricolari!

lunedì 18 luglio 2011

Oggi riapre il V Padiglione


Incredibile ma vero!

Abbiamo più volte segnalato la necessità di riaprire il V Padiglione, per alleggerire l' invasione di automobili nel weekend, e finalmente oggi verrà riaperto! E anche se l'esodo di agosto si avvicina possiamo ben dire: meglio tardi che mai!

Si spera che gli avventori dei locali del Valentino utilizzino questo comodo parcheggio, che ha una disponibilità di 327 posti auto, e una tariffa oraria di 0,65 euro/ora. Sul sito è segnalato che la sosta è a pagamento dalle ore 8.00 alle 19.30, speriamo comunque che resti aperto anche la notte e venga sorvegliato. L'ingresso e l'uscita veicolare si raggiungono da viale Ceppi, mentre quello pedonale dallo slargo con la statua di Amedeo di Savoia.

Segnaliamo anche che l' unico ascensore disponibile è fuori servizio da parecchio tempo, ci auguriamo che venga riparato.

Il V Padiglione, struttura un tempo parte di Torino Esposizioni, si trova nel Parco del Valentino, tra i viali Medaglie d'Oro e Ceppi. Viene utilizzato in inverno per la fiera "Natale in Giostra" e durante le elezioni come centro di raccolta.

Per più info: www.comune.torino/gtt

venerdì 15 luglio 2011

L' area giochi e il Valentino "reduce"


Passeggiare per il Valentino non è più la stessa cosa, soprattutto in questi giorni strani. Sembra che il parco sia sopravvissuto ad una guerra, con tanto di monumento. Le raffiche di vento e la pseudo-tromba d' aria del 17 giugno lo hanno menomato, facendo crollare talmente tante piante da rendere irriconoscibili alcuni luoghi: come il prato fra la Promotrice e Torino Esposizioni, ora una distesa di erba, crateri e legname.

Tanti i cantieri tra cui quello all' area giochi di viale Ceppi. I lavori procedono, non tanto spediti. La durata del cantiere doveva essere di un mese, ma è già passato. E il tempo non ha aiutato di sicuro. Ci vorranno ancora due settimane per terminare la zona coi giochi per i bimbi, invece per lo stradone centrale bisognerà attendere settembre, se va bene.

I lavori di ampliamento dell' area cani a lato di corso Massimo invece semprano giunti al termine mentre un altro grande cantiere arancione resiste al Giardino Roccioso.

Il parco intanto, ottima e sincera vetrina della città, attende una bella estate di degrado. Il V padiglione chiuso, fontane e stutture abbandonate, distruzione varia in giro, uno di parchi urbani più belli d' Italia insomma.






Speriamo, vivamente, in un autunno migliore.

In tutto ciò spuntano monumenti e...conigli!


giovedì 14 luglio 2011

Rassegna stampa: "Al Valentino arriva Glocal Sounds Festival"


L’estate torinese 2011 regala ai suoi abitanti un nuovo originale progetto per chi è interessato alla musica internazionale ma allo stesso tempo è sensibile alle tematiche ambientali, per chi è curioso e ama viaggiare, per chi è capace di inventare un viaggio anche fermandosi vicino a casa. Debutta a luglio la prima edizione di Glocal Sounds: festival internazionale a chilometro zero, sostenuto e promosso da Slowfood Torino e dal progetto comunale di bike sharing Tobike.
Ideatore dell’evento il “chitarrista, autore e patafisico” Matteo Negrin insieme all’ Associazione MataMatò. Il musicista ha deciso di vincere una sfida a prima vista impossibile: ospitare al Parco del Valentino di Torino - nel cuore di San Salvario - quartiere simbolo della via torinese all’integrazione fra le culture, artisti provenienti da tutto il mondo, senza però sprecare neanche un po’ di carburante e senza inquinare l’aria dell’estate.

L’idea vincente alla base di Glocal Sounds è quella di valorizzare musicisti professionisti stranieri che hanno scelto Torino come città in cui vivere e in cui realizzare i propri progetti artistici. Si apre il 15 luglio, quando saliranno sul palco "Miguel Angel Costa y Lautaro Acosta" (Duo Herencia) - Argentina e il "Trio Fafulovic" – Bosnia. Il 16 luglio sarà la volta del duo torinese "GatticoSuzuki" – Italia/Giappone con "Orquestra Kapybara" – Senegal/Algeria.
Seguiranno la cantante Dorcas Mpemba Ngalula e Tatè Nsongan con il progetto “Mama Africa”– Camerun/Congo. Il percussionista dei Mau Mau proporrà un viaggio nell’Africa Nera, alla scoperta di una linea ritmica che unisce popoli e culture. Il 17 luglio, ultimo giorno del festival, saliranno sul palco gli "Eos Ensemble", neonata formazione corale torinese, la cantautrice Sol Ruiz – Miami /Usa e gli italiani "Papazzum", fanfara comica di fiati e percussioni (i concerti sono previsti dalle 21.00 in poi, ndr).
Venerdì sera Glocal Sounds aprirà le danze, dalle 19.30, con una cena Slowfood che precede il concerto. Sabato e domenica sarà possibile degustare le specialità locali e a chilometro zero sia a pranzo (dalle 12.30) che a cena (dalle 19.30) e per i più pigri è prevista una “elettropennichella” con stuoie sul prato del parco del Valentino. Dopo il relax pomeridiano, e in attesa della cena e del concerto, sarà possibile partecipare agli incontri letterari ed enogastronomici – dalle 16 alle 19.30 - organizzati dalla libreria Trebisonda (S.Salvario – Torino) e da Slowfoodgeneration.

da La Stampa, Fotogallery (13/06/2011)

lunedì 11 luglio 2011

"Voci dei luoghi" in piazzetta Primo Levi


Lunedì 11 luglio alle ore 21.00 in piazzetta Primo Levi, Torino
Assemblea Teatro


Ritorna per il quinto anno consecutivo "VOCI DEI LUOGHI: Guerra e Resistenza 1940-1945. Lettura e Musica", rassegna itinerante che racconta la guerra di Resistenza in estate nelle valli del Piemonte. Quest'anno due date torinesi per omaggiare due "luoghi" dal fortissimo significato simbolico, il Sacrario del Martinetto e la Sinagoga di Piazzetta Primo Levi.
Quattro diverse compagnie per quattro spettacoli che tra luglio ed agosto percorreranno le diverse province piemontesi.
La quinta edizione di "Voci dei luoghi" è partita dal sacrario del Martinetto, a Torino.

La rassegna teatrale organizzata dal Consiglio regionale del Piemonte attraverso il Comitato Resistenza e Costituzione, in collaborazione con l'analogo Comitato della Provincia di Torino, l'UNCEM (Unione Comuni Comunità Montane) vede coinvolte le compagnie teatrali Assemblea Teatro, Accademia dei Folli, Tékhné e Compagnia 3001.

domenica 10 luglio 2011

E' l' ora del Bike Pride 2011!


Torna il Bike Pride (in versione estiva!)

Dopo una cicloinvasione che nel 2010 ha visto sfilare 5000 biciclette, a Torino torna l’orgoglio a due ruote.

La pioggia non ha fermato il Bike Pride. Nonostante l’annullamento della manifestazione il 5 giugno, il Bike Pride si svolgerà il 10 luglio.

La bicicletta in città, come una parte d’Europa ci insegna da decenni, è sinonimo di civilità, di sostenibilità, di sicurezza stradale e di vivibilità e il Bike Pride vuole ribadirlo con una festosa parata d'orgoglio a due ruote!

E’ confermato l’orario di ritrovo: al Parco del Valentino, lungo Viale Virgilio (dietro al Castello del Valentino), alle 15,00, così come sono confermate gran parte delle iniziative parallele.
Durante tutto il giorno, infatti, saranno presenti in vari punti della città diverse iniziative collegate, cominciando dal Valentino, al mattino, per poi spostarsi in centro (all’arrivo del corteo), con eventi a tema ciclo ambientalista, concerti e feste in Piazza Vittorio, per terminare in un altro significativo parco cittadino, il Michelotti, ex sede dello zoo.

Le autorità cittadine sono attese in Piazza Vittorio per dimostrare l’impegno della città nel sostenere la mobilità ciclabile e gli stili di vita più sostenibili e per sottolineare anche la “valenza politica” della manifestazione.
Il Bike Pride è organizzato dal comitato delle associazioni ambientaliste e sportive con la collaborazione di Idea Solidale, Cinemambiente e [To]Bike.

info:
organizzazione@bikepride.it


venerdì 8 luglio 2011

Giornata dell' accoglienza e della solidarietà

Sabato 9 luglio dalle 16. 30, Largo Saluzzo, Torino

(clicca sull' immagine per leggere il volantino)

Programma della giornata:

ore 16.30 banchetti informativi, spazio bimbi
ore 18.00 assemblea sul tema dell' accoglienza
ore 20.00 cena
dalle 21.00 proiezioni video e concerti

per info e contatti: 339 4877653

mercoledì 6 luglio 2011

Rassegna stampa: I "finti" misteri di Torino e il video di corso Dante "d'antan"

"Quali misteri? Torino è patria dei burloni"

Togliere l'etichetta di città misteriosa, ridare il giusto posto alle suggestioni esoteriche suscitate da draghi, pipistrelli e mascheroni scolpiti sui palazzi di Torino. Dietro figure ritenute evocative del male c'è spesso una spiegazione sorprendente. «Ma quale magia? Spesso sono solo scherzi lasciati da architetti e operai. Questa è sempre stata una città di burloni».

Parola di Raffaele Palma (nella foto), sorriso luminoso e tante cose interessanti da dire. Da 30 anni gira Torino col naso all'insù: descrive e cataloga sculture, rilievi, lapidi, incisioni e la relativa aneddotica, per tracciare gli itinerari turistici «alternativi» che propone il Caus, Centro d'arti umoristiche e satiriche, da lui fondato nel 1984, associazione culturale senza fini di lucro. Con fini di satira. Missione numero uno: sdrammatizzare Torino.

Da una quindicina d'anni Palma vive a San Salvario, quartiere che nei suoi percorsi compare spesso: dal mistero rappresentato dai pipistrelli dell'«unica vera bat-caverna al mondo», in via Silvio Pellico angolo piazza Madama Cristina, ai draghi di via Saluzzo 21, ingiustamente ritenuti simbolo del male, in realtà posti a guardia delle persone oneste e leali; dalle curiose allegorie «lillipuziane» di via Baretti ai seni giunonici delle cariatidi di via Giacosa (in realtà via Campana, ndr), «arrivate in zona ben prima delle prostitute». Palma sa raccontare e divertire. «Le leggende magiche su rilievi e mascheroni - spiega - si sono diffuse dagli Anni 70, creando l'aura di città del mistero.

Ma senza fondamento: gli stessi aneddoti, con variazioni minime, circolano spesso anche in altre città del mondo». Un esempio: il mascherone sul Mastio della Cittadella, al di sopra di una porta finta. Simbolo del male? No, uno sberleffo ai nemici, che tentavano di forzare l'uscio. Quando si accorgevano dell'inganno, alzavano gli occhi al cielo e vedevano il mascherone che faceva la linguaccia.

La sua curiosità iniziò da bambino, a passeggio con papà che osservava monumenti, lapidi e sculture, e si chiedeva: «Chissà cosa rappresenta? Chissà cosa c'è scritto? Chissà cosa vuol dire?». Cresciuto, Raffaele ha cercato di rispondere. Impossibile dare un nome al suo mestiere. Umorista, comunicatore, un po' storico dell'arte, un po' artista, un po' giullare, Palma ha insegnato satira all'Università, ha organizzato seminari sulla «terapia della risata», ha ideato «Torino black humor», negli Anni 90, manifestazione di umorismo nero nella grafica, illustrazione e vignettistica. E ha allestito molte mostre.

L'ultima è in corso alla biblioteca civica di via della Cittadella. Documenta immagini tenebrose e figure celestiali nelle decorazioni. Ma sia chiaro: le piume non segnalano passaggi di angeli, ma sono spesso allegorie classiche. E non c'è alcun rimando arcano in lettere e numeri sulle pavimentazioni: solo le sigle degli scalpellini.

di Paola Italiano, La Stampa (06/07/2011)

"1911, si gira il primo film con gli operai della Fiat"

Restaurata, ripulita, tirata a lucido come una gemma centenaria dimenticata nel fondo di un cassetto della storia, torna sugli schermi la prima testimonianza cinematografica sulla Fiat e una delle prime che presentano un’officina meccanica italiana. Dai dati a disposizione sul filmato Le officine della Fiat , titolo del documentario tornato oggi alla luce, non risultano le ragioni per cui sia stato prodotto da Luca Comerio. Ma è probabile che l’occasione sia stata la grande Esposizione internazionale del 1911 al parco torinese del Valentino, nella ricorrenza del primo mezzo secolo dell’unità d’Italia e dedicata alle industrie e al lavoro, ricorrenza che, come scrive Valerio Castronovo in "Un secolo di storia italiana" «non aveva solo consacrato il ruolo assunto dalla capitale subalpina nel campo della tecnica e della produzione. Quella manifestazione a cui era accorso un gran numero di visitatori anche dall’estero aveva affrancato la città da una patina di provincialismo e l'aveva accreditata come l’avanposto di una nuova Italia».

Siamo a Torino in corso Dante e come detto nel 1911. Datazione questa ricavata da un fotogramma del filmato in cui compare un uomo che tiene tra le mani una copia de La Stampa dalla cui prima pagina si è potuto risalire alla data di pubblicazione del quotidiano torinese. È l’anno della guerra di Libia per la quale la Fiat ottenne considerevoli commesse di autocarri militari. Anno in cui il cavaliere Giovanni Agnelli, non ancora del tutto sciolto da guai giudiziari, era tornato negli Usa dopo esserci stato la prima volta nel 1906, per studiare il successo della Ford model T, la prima utilitaria e le tecniche con cui questa veniva prodotta. Intanto la città di Torino, registrando 28 mila maestranze di cui tremila alla Fiat, 225 operai ogni mille abitanti, segnava un aumento della popolazione di diecimila unità all’anno e un numero di laureati al Politecnico che superava quello dei laureati in Giurisprudenza. Contemporaneamente la Fiat aveva raggiunto le 2600 unità prodotte in un anno, la metà di quelle fabbricate in Italia e aveva aperto sedi commerciali in Germania, Russia, Austria, Ungheria, Polonia, Francia, Regno Unito e New York. In segreto i suoi progettisti stavano studiando e progettando la prima utilitaria italiana, la Tipo Zero.

È su questo terreno, dunque, che bisogna scendere per apprezzare il breve documentario di cui si parla. Undici minuti di girato suddivisi in sette capitoli preceduti da altrettanti cartelli tematici: operai al lavoro, montaggio cambi di velocità, montaggio motori, prova motori, montaggio chassis, prova vetture, mezzogiorno. Ci si è chiesti se il filmato racchiudesse un’intenzione propagandistica. A giudicare dalle immagini non si direbbe. Il marchio di fabbrica non compare, infatti, che in modo obbligato e solo sui radiatori delle vetture in fase di montaggio. Se qualcosa del non detto prevale, questo riguarda invece l’intenzione descrittiva e un sommesso orgoglio manifatturiero.

All’esterno delle officine poche auto, strade deserte, silenzio intuibile e non per l'evidente mancanza del sonoro, una carrozzella, un passeggero e un cavallo, un tram aperto, un'edicola con pochi giornali. Tranquillità e misura. Identica atmosfera si respira all'interno dell'officina, ancorché i locali siano popolati di operai e tecnici al lavoro attorno ai pezzi, alle macchine, agli strumenti di lavoro, ai cassoni ingombri di materiali. Qualche ragazzo, nessuna donna, l’ambiente illuminato dalla luce artificiale diffusa da una selva di eleganti globi opacizzati che scendono dal soffitto nobilitandolo della loro presenza calda e cordiale. Gli operai indossano casacche di tessuto grezzo, molti hanno i baffi, non sembrano disturbati dal fatto di essere ripresi, lavorano, tirano focosamente di lima, uno in particolare desta attenzione per via di un fazzoletto legato al mento, segno di un probabile ma sopportato mal di denti. E siamo alla conclusione introdotta dal cartello: Mezzogiorno! annuncio che apre la sequenza dell’uscita per la pausa pranzo, pagina per altro antologica di per sé che segna l'inizio delle due ore di interruzione dal lavoro degli operai e dei funzionari, molti dei quali tornavano alle loro abitazioni. Tutti portano un copricapo nonostante la stagione mite. Così a giudicare dall’abbigliamento leggero. Berretti, lobbie, cappelli a larga tesa, panama, ma nessun basco.Qualcuno si scopre in segno di saluto rivolto a chi dietro la cinepresa sta riprendendo quella circostanza felice.

Si può dire che questo dell'uscita dalla fabbrica sia il momento in cui la fabbrica non c'è. Ma ciò non vuol dire che non si sente. Vista cento anni dopo, la ripresa in questione non nasconde, infatti, una riflessione inevitabile sulla città e il suo destino di essere «città pilota». Un destino che si paga col sentirsi il terreno di un'alternanza di successi e insuccessi, di aver dovuto rinunciare per tanti anni di essere città dei piaceri, come nelle parole di Vittorio Messori, città del cioccolato e della birra, sede della scienza triste di Cesare Lombroso, città fatalmente prediletta da Nietzsche, sede del più grande ricovero del mondo, una città «disturbata» dal suo essere stata capitale, città tornata oggi ad essere luogo di cultura non senza il rischio di cedere al farsi turistificio. Certo che in cento anni di strada e di giravolte Torino ne ha fatte e chissà quante ne farà ancora.


di Oddone Camerana, La Stampa (06/07/2011)

lunedì 4 luglio 2011

Portofranco Summer Night: il cinema alla Casa del Quartiere


Portofranco SummerNight 2011 è una rassegna cinematografica che riproduce il format di PortoFranco, la rassegna permanente di cinema invisibile dell'Associazione Baretti. Prevede quattro appuntamenti serali, nel mese di luglio 2011, alla Casa del Quartiere di San Salvario.

La rassegna intende:
• Offrire ai cittadini e al quartiere una proposta culturale di valore;
• Ampliare il contesto produttivo di PortoFranco – il cinema invisibile al Baretti;
• Animare, attraverso il cinema, le sere d'estate della Casa del Quartiere di San Salvario.

La rassegna è proposta ogni martedì sera, nel mese di luglio 2011, a partire dalle ore 22.00, con ingresso libero ed aperto a tutti i frequentatori della Casa del Quartiere e dei Bagni Municipali.
Di particolare importanza è la collocazione della sede della rassegna: la Casa del Quartiere di San Salvario. Luogo di aggregazione e crocevia di iniziative e proposte culturali, la Casa, e in modo specifico il suo cortile, è un'ubicazione ideale per proporre proiezioni all'aperto.


5 luglio 2011, ore 22.00
PORCO ROSS0 di Hayao Miyazaki
(Giappone – 1992 – 94' – Animazione)

12 luglio 2011, ore 22.00
SOUL KITCHEN di Fatih Akin
(Germania, 2009 – 99' – Commedia)

19 luglio 2011, ore 22.00
BASILICATA COAST TO COAST di Rocco Papaleo
(Italia – 2010 – 105' - Commedia)

26 luglio 2011, ore 22.00
ONCE di John Carney
(Irlanda – 2006 – 85' - Musicale)

Portofranco SummerNight 2011 è organizzata dall'Associazione Baretti, in collaborazione con Agenzia per lo Sviluppo di San Salvario e Bagni Municipali.

Rassegna stampa: "Nel quadrilatero i dehors dei locali sono troppi" e rubano posti auto

Clicca sull' immagine per ingrandire e leggere l' articolo:

di Paola Italiano, La Stampa (01/07/2011)

Si parla ancora di parcheggi, di locali e di viabilità: i nuovi problemi di San Salvario. Il colpo di grazia l' ha dato la "nuova" via Baretti. In pochi mesi la via e i dintorni si sono completamente trasformati, sono spuntati locali ovunque, con relativi dehors e ombrelloni colorati.
L' arrivo dell' estate, con i locali del quartiere e del Valentino colmi di gente, sovraccarica ogni volta la situazione parcheggi, già storicamente critica.
La pista ciclabile di corso Marconi è stata lentamente conquistata dalle macchine durante i weekend: a partire dal Valentino fino a via Nizza è oramai prassi parcheggiare lì. Così come su strisce pedonali o sui marciapiedi.

E' così che si è ipotizzato di creare un parcheggio sotterraneo in corso Marconi. Ma a che pro?
Sarebbe solo un' altro parcheggio vuoto a soli 500 metri dall' altro parking, vuoto, di piazza Madama Cristina. E un parcheggio sotterraneo significherebbe anni di lavoro, l' abbattimento di alberi, la realizzazione di rampe (dove poi?!). Disagi. Nel più antico viale di Torino.

Magari il problema non può essere risolto subito ma sicuramente può essere arginato in modo meno invasivo.
Favorendo il parking sotterraneo di piazza Madama Cristina, tramite accordi coi locali, per esempio, e consentendo il parcheggio sulla piazza di notte. Riattivando il V Padiglione come parking per le discoteche del Valentino e sensibilizzando la gente ad usare queste strutture. E tutto ciò lo si potrebbe attuare a breve.
In futuro si potrebbero utilizzare alcuni slarghi o anche riorganizzare via Nizza, per recuperare posti auto. E con lo spostamento a breve del mercato da corso Raffaello altri posti si libereranno.

sabato 2 luglio 2011

"Illusioni a corte", tra i cortili di San Salvario

2-10-17 Luglio
"ILLUSIONI A CORTE"

3 giorni, 3 corti storiche a San Salvario per 3 eventi tra Arte, Cinema, Moda, Musica e Cultura


Un’antica scuderia dell’Ottocento in via Sant’Anselmo 25, il classico cortile con ringhiere e ferri battuti in via Saluzzo 30, la storica corte del Castello del Valentino saranno lo scenario della rassegna “Illusioni a corte” organizzata da GREEN BOX.

Tema: le illusioni.

Sabato 2 luglio: ILLUSIONI E APPARENZE - esposizione di abiti, sfilata, performance “Food-Art Music and Chapeaux” con la fashion designer Nina Tauro che crea copricapi dal vivo in esclusiva, accompagnata dalle improvvisazioni jazz di Cecile Delzant e dalle improvvisazioni artistiche di Francesco Aceto che realizza caricature ad olio su tela.
Orario: 10-23 – Luogo: Green Box, via Sant’Anselmo 25, Torino

Domenica 10 luglio: ILLUSIONI E SOGNI – esposizione di abiti, maschere e sculture africane, performance “ArteCiboAfrica” con tecniche d’improvvisazione teatrale tra arte e cibo della gastronoma-coreografa-danzatrice Rosa Cerritelli.
Orario: 10-23 – Luogo: Il mondo di Joele, via Saluzzo 30, Torino

Domenica 17 luglio: ILLUSIONI E RICORDI – “L’illusione corre sul tramvai”: esposizione di lastre fotografiche, stampe e immagini che raccontano l’evoluzione del mezzo di trasporto, proiezione di inediti filmati storici (in collaborazione con Gtt) e del documentario dall’omonimo titolo.
Orario: 10-23 – Luogo: Corte e Sala delle Colonne Castello del Valentino, viale Mattioli 39, Torino

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero.

LE CORTI

GREEN BOX – “Green Box, Incubatore di idee” si trova in via Sant’Anselmo 25, all’interno di una delle corti storiche più pregevoli e interessanti di San Salvario. Il luogo è suggestivo: si tratta, infatti, di un’antica scuderia ottocentesca con vite secolare nel giardino. Questo spazio profuma di storia, arte e cultura: qui, nel tempo, ha trovato sede la storica tipografia Ernani, una delle più antiche di Torino, e qui è stata ospitata la Casa del Documentario di Documè. Oggi Green Box raccoglie il testimone e trasforma lo spazio in un centro di “aggregazione” e “conoscenza”.

IL MONDO DI JOELE – “Il mondo di Joele” è un’associazione di Promozione Sociale e una Onlus che offre servizi alle donne italiane e straniere in difficoltà economiche e di vita. La sede è nel cuore di San Salvario, in via Saluzzo 30, nell’edificio ottocentesco di proprietà della Piccola Casa della Divina Provvidenza.

CASTELLO DEL VALENTINO - La residenza sabauda del Valentino deriva da più fasi progettuali, a partire dalla metà del Cinquecento; dopo un iter complesso di vendite e permute pervenne in dono, da parte del duca Carlo Emanuele I, alla giovane nuora Cristina di Francia, che avviò dal 1621 una radicale ristrutturazione della residenza fluviale secondo il modello francese a pavillon-système (progetto di Carlo di Castellamonte, 1621-1641), con la definizione delle torri verso il fiume, della manica aulica, dei tetti “alla francese”. Le torri anteriori e le originarie maniche di collegamento sono dovute ad Amedeo di Castellamonte (dal 1641). Il progetto complessivo è testimoniato nelle due incisioni del Theatrum Sabaudiae (1682). L’edificio, che aveva perso già nel Settecento il ruolo aulico di residenza extraurbana, fu ricostruito e ampliato nelle maniche di collegamento tra le torri per ospitare nel 1858 l’Esposizione dell’Industria; nel 1859 fu ceduto alla Regia Scuola di Applicazione per gli Ingegneri ed è ora proprietà del Politecnico. Sede per le attività didattiche e di ricerca, ospita la I e la II Facoltà di Architettura.

GreenBox ringrazia per la collaborazione:
il Politecnico di Torino, GTT, 15febbraio, Il mondo di Joele, l' Associazione Museo Nazionale del Cinema, Piemonte Movie e tutte le persone che stanno contribuendo a rendere unici questi momenti culturali.

info: www.greenbox.to

venerdì 1 luglio 2011

Rassegna stampa: Cede una facciata in via Berthollet, bimbo ferito da lastre di marmo


Le lastre di marmo si sono staccate all’improvviso. Crollate dalla parete dell’edificio di via Berthollet proprio mentre il piccolo Mahmud passava lì sotto. In un attimo il suo faccino si è trasformato in una maschera di sangue. Sarebbe potuta andare molto peggio, invece il bambino, 10 anni, se l’è cavata con alcuni punti di sutura in testa e altre escoriazioni su tutto il corpo.

È successo ieri pomeriggio, intorno alle 16,30, al civico 24. Le lastre si sono staccate dalla parete accanto all’ingresso del ristorante Horas Kebab. Mahmud è figlio del titolare, Bahaa Eiwiss, a tutti noto come Bibo, uno dei personaggi più conosciuti e amati di San Salvario. La tragedia si è sfiorata proprio davanti agli occhi del padre e di alcuni clienti. «È successo in un attimo - racconta Bibo, passato lo shock -, non ho avuto nemmeno il tempo di intervenire che già c’era sangue ovunque».

Mahmud non ha perso conoscenza. È stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Regina Margherita, dove è stato medicato e trattenuto alcune ore in osservazione. «E per fortuna - osserva Bibo non è successo un attimo prima: sul marciapiede passava una famiglia con una bambina di sei mesi».

La polizia municipale ha fatto i rilievi e ha messo in sicurezza l’area. Non era mai accaduto che le lastre si staccassero del tutto, ma che ci fossero alcune lastre pericolanti si sapeva ed erano state puntellate. «Lo vedevo che ce n’erano alcune che si muovevano - dice ancora Bibo - ma venivano puntellate. Pensavo che la situazione fosse sotto controllo».

L’amministratrice del condominio di via Berthollet, Mariangela Dagna, accorsa sul posto, conferma: «Ho visto che in alcuni punti in passato è stata fatta una puntellatura, alcune lastre sono tenute con delle liste. Ma non è da molto che amministro lo stabile e non mi era mai stato segnalato un problema sulla facciata. Daremo la massima urgenza ai lavori necessari».

In ogni caso, in circostanze gravi come questa, il Comune ha la facoltà di obbligare i condomini a fare gli interventi necessari. Ma le condizioni di stabili e facciate dovrebbero essere conosciute prima di una tragedia, consumata o anche solo sfiorata. «È per questo - dice l’assessore Ilda Curti - che il settore decoro urbano sta facendo una sorta di censimento delle facciate dei palazzi e degli infissi. Un lavoro lungo e complesso, in parte già concluso». Il censimento ha coinvolto, almeno in parte, la Circoscrizione Otto (e anche la Uno, la Tre, la Cinque e la Sette). I rilievi, a livello cittadino, dovrebbero concludersi entro la fine del 2011.

di Paola Italiano, La Stampa (01/07/2011)