lunedì 29 novembre 2010

Addio Ippocastani - Foto e Video


E' giunta l' ora e pian piano i sette ippocastani prescelti, di cui abbiamo parlato nel post "Addio Ippocastani", saranno abbattuti. Gli alberi nella foto, scattata venerdì 26 novembre, si trovavano di fronte alla Tabaccheria ed alla Macelleria araba di corso Marconi. Altri scompariranno a breve dietro la fermata dei taxi di fronte al Bar Exploit ed all' angolo con via Ormea.
Il corso si presenta oggi ancora più spoglio...


video

Ecco invece alcune fotografie dell' ippocastano caduto ad inizio ottobre su alcune macchine parcheggiate nel controviale, di fronte alla Libreria Cortina.



Fotografie di Vitto

Domeniche cittadine di tanto tempo fa


Articolo di Maurizio Ternavasio, rubrica "Questa è la mia città" de La Stampa, 26/11/2010

"I patti erano chiari sin da subito, in modo che nessuno avesse poi da lamentarsi o potesse accampare scuse improbabili: se ci si voleva iscrivere al torneo di calcio a sette dell’oratorio, c’era l’obbligo (preventivo) di frequentare la messa delle 8.
Quindi andava ancora bene (si fa per dire) a chi doveva scendere in campo per primo alle 9, malissimo agli ultimi, a cui toccava (ma per fortuna si ruotava) il turno delle 12.20, per due tempi da 25 minuti ciascuno: un'ora di messa e poi tre abbondanti di freddo.

Il problema grosso era lo spogliatoio piccolo. Anzi, i due spogliatoi che davano direttamente sul campo, senza nessun area di acclimatazione, con le docce prive di acqua calda. Poi il fatto che fossero solo due e strettissimi (si passava a fatica tra il muro e le panche per i vestiti) impediva il tranquillo turn-over dei giocatori che finivano per formare bolge indicibili di corpi, scarpette e indumenti.

Una volta che se ne usciva faticosamente fuori, c’era però la meraviglia del calcio ad attenderti: anche se il terreno di gioco aveva il fondo dei campi da bocce, le reti mancavano e uno dei due out era rappresentato dal muro di cinta della chiesa.
La formula era rigorosa: dieci squadre, composte da ragazzi delle medie, che si confrontavano tra loro con formula di andata e ritorno da novembre a febbraio. Quindi nella stagione in assoluto più fredda: e per regolamento le partite si disputavano con qualsiasi tempo, neve e temperature sotto zero comprese. Gli arbitri erano gli animatori dell’oratorio, che per fortuna di calcio qualcosa ci capivano.

La mia squadra, che non mi ricordo come si chiamava e neppure la casacca che indossava, un anno è arrivata seconda, e l’anno seguente prima: anche perché il nostro portiere era uno di prima liceo che aveva falsificato la data di nascita delle vecchia pagella di terza media, che valeva come carta d'identità.

Non vi dico la gioia, oltre che per le frequenti vittorie, nel rientrare al caldo di casa specie quando finivi l’incontro sulle ginocchia, inzaccherato da capo a piedi. E nel pomeriggio, se non si era troppo stanchi, si faceva il cammino inverso per assistere allo spettacolo delle 18 al cinema della parrocchia, per il quale fortunatamente non erano necessari altri atti di fede obbligatori.

Così, noi ragazzini amanti del pallone, passavamo le domeniche negli anni Settanta a San Salvario. E la chiesa in questione era quella del Sacro Cuore di Gesù di via Nizza, con annesso l'oratorio e, appunto, il cinema Cuore."

"Il sangue verde" al Cineteatro Baretti


“Il sangue verde”, di Andrea Segre, prodotto da ZaLab, coprodotto da Aeternam Films e patrocinato da Amnesty International, ricostruisce gli eventi e le violenze di Rosarno del gennaio 2010 attraverso il racconto di sette migranti africani. Girato tra Rosarno, Caserta e Roma, propone un resoconto di quei giorni e di quelli che seguirono, raccogliendo le voci di chi, pur protagonista, viene spesso lasciato nel silenzio, restituendo così la dignità del racconto in prima persona ad Abraham, John, Amadou, Zongo, Jamadu, Abraham e Kalifa.

Tutti parlano, senza rancore, di cosa è successo dal loro punto di vista e descrivono com’era, e com’è ora, la loro vita in Italia. Gli scontri di Rosarno, e il successivo trasferimento forzato di oltre un migliaio di migranti che vi abitavano, hanno mostrato come la tratta e lo sfruttamento lavorativo dei migranti e l’assenza di misure concrete contro la xenofobia e il razzismo costituiscano una miscela esplosiva, che mette a rischio i diritti umani di tutti.

Presentato il 3 settembre alla 67ma Mostra del Cinema di Venezia, e vincitore del premio “Selezione Cinema Doc Autori” nell’ambito delle Giornate degli autori, “Il sangue verde” è impegnato in numerose proiezioni in diverse città italiane.

sito internet: ilsangueverde.blogspot.com

Proiezione Lunedì 29 novembre 2010, ore 21.00.
Ingresso 2 euro + offerta libera

@ Cineteatro Baretti
Via Baretti, 4 Torino
Tel/Fax 011 655187
www.cineteatrobaretti.it

Un appuntamento organizzato da ASSOCIAZIONE NESSUNO, ASSOCIAZIONE VOCI GLOBALI e ASSOCIAZIONE QUINTILIANO

venerdì 26 novembre 2010

Pista ciclabile di giorno, parcheggio di notte


Ecco come si presentava la pista ciclabile di corso Marconi giovedì sera verso le 23. Speravamo che non fosse questo il suo destino, ma ce lo aspettavamo.
Corso Marconi è in via di ridefinizione nell' attesa di una futura pedonalizzazione ma, come è stato definito da Randis Codemino, oggi è "un mix urbano di sensi di marcia, piste ciclabili e fantasiosi stop, che hanno tramutato l'elegante corso nel manifesto internazionale del creativismo urbanistico."

Ed in più la pista ciclabile, nel tratto tra via Madama Cristina e corso Massimo d' Azeglio, sembra funzionare ad orari: di giorno vera pista ciclabile, attraversata pure da qualche bicicletta, e di notte, soprattutto nel weekend, un comodo parcheggio per chi si dirige nei numerosi locali della zona.

Fotografia di Randis Codemino

giovedì 25 novembre 2010

Le scale mobili alla fermata metro di largo Marconi


da alessandroporro.blogspot.com

Manca poco ormai alla fine dei lavori nelle stazioni del metrò e fra qualche mese potremo viaggiare finalmente nella "pancia" di via Nizza.
Ieri sono state calate le scale mobili all'interno della stazione Marconi.

mercoledì 24 novembre 2010

Auto data in fiamme esplode in via Morgari


E' successo nella notte fra il 22 ed il 23 novembre, verso l' 1 di notte.
Una Fiat Punto blu è stata bruciata in via Morgari, davanti al Ristorante Molo 16.
Una lunga vampata di fuoco e fumo si è alzata a notte fonda sui palazzi della via, succeduta poco dopo da un paio di esplosioni. Oggi la parte anteriore dell' automobile risulta completamente divelta: l' esplosione del mezzo ha allarmato molti residenti che si sono visti buttar giù dal letto col timore di un incendio negli appartamenti.

Ancora non si conosce chi abbia effettuato questo pericoloso gesto vandalico.
Ci auguriamo che non si replichino anche qui le devastazioni causate da piromani mesi fa nella zona nord di Torino.

lunedì 22 novembre 2010

Addio Ippocastani


A partire da oggi verranno abbattuti sette ippocastani in corso Marconi,e purtroppo saranno alcuni degli esemplari più anziani e monumentali.
L' ennesima scure che si abbatte sull' alberata di corso Marconi, molto sfortunata negli ultimi anni.
La parte tra via Principe Tommaso e corso Massimo d' Azeglio, composta da Ippocastani ha dovuto contrastare mille avversità, tra cui l' attacco di alcuni parassiti che ha portato all' abbattimento di molti esemplari in passato.
Inoltre ad inizio ottobre un' albero è crollato sul controviale, allarmando il Comune sulla situazione dell' alberata.
E non dimentichiamo che la causa del crollo, la degenerazione delle radici , é "avvenuta probabilmente a seguito dei lavori effettuati sul suolo pubblico anni fa" (C.R. - Ufficio stampa del Consiglio comunale).
Ma nessun responsabile è ancora stato individuato per questi lavori.

La buona notizia è che gli alberi saranno ripiantati tra qualche mese e completeranno l' alberata, nella speranza che nel futuro sia più fortunata e continui a far da cornice al corso ed al Castello del Valentino.

Qui di seguito il comunicato del Settore Verde Gestione del Comune di Torino:

"A partire da lunedì 22 novembre 2010, nel corso della settimana verranno abbattuti sette esemplari di ippocastano (Aesculus hippocastanum) dell’alberata di corso Marconi, nel tratto tra corso Massimo e via Principe Tommaso.

I tecnici professionisti esterni, incaricati dalla Città di effettuare valutazioni supplementari sulle oltre 140 piante (circa 80 ippocastani e 60 bagolari) di questo doppio filare, dopo lo schianto di un esemplare avvenuto il mese scorso, hanno evidenziato la probabile esistenza di problemi a livello radicale in 7 ippocastani. L’alberata di corso Marconi, già da anni sottoposta a controlli annuali volti a definirne il quadro statico, nel corso degli ultimi decenni ha sicuramente vissuto una sommatoria di criticità. Il supplemento di indagine ha avuto lo scopo di fornire un maggiore dettaglio della situazione e presentare così alcune proposte per la gestione dell’alberata.

Queste sette piante, in particolare, all’esame effettuato con strumenti diagnostici all’avanguardia, hanno evidenziato la probabile esistenza di marciumi e attacchi fungini radicali; esse, infatti, risultano meno vitali degli altri esemplari, ed hanno un’età superiore alla media dell’alberata. Lo stato del colletto, la visualizzazione di ferite sulle radici superficiali, l’evidenziazione di cavità occulte hanno fatto decidere per il loro immediato abbattimento.

Il Settore Verde Gestione, trascorso un periodo di tempo di riposo del terreno, utile agronomicamente a ridurre il rischio di un contagio, porrà a dimora nei medesimi posti pianta, nel corso dell’anno prossimo, un identico numero di esemplari di ippocastano, a sostituire le piante abbattute.

L’intervento di abbattimento non pregiudicherà la percorribilità automobilistica del corso Marconi: verrà chiuso, tuttavia, per consentire le operazioni e solo per l’intervallo di tempo necessario, un tratto della pista ciclabile lato nord, tra via Madama Cristina e via Principe Tommaso, e lato sud, tra via Ormea e corso Massimo d’Azeglio. Inoltre, verrà vietata la sosta nei posti auto immediatamente circostanti gli esemplari da abbattere."

Fotografia da Marcobillo' s Flickr

"Mandiamoli a casa", i luoghi comuni

E' online un documentario speciale, che illustra parte della realtà di San Salvario. Il documentario "Mandiamoli a casa, i luoghi comuni" ci svela la storia di tre donne nordafricane e della loro esperienza nel quartiere.
Per discutere sui luoghi comuni legati all' immigrazione, nel quartiere-simbolo in cui questi miti sono stati sfatati.

"Vogliamo dire al resto d' Italia che un altro mondo è possibile, ma non come un sogno da realizzare: è possibile perchè c'è già, ed è a San Salvario."
Francesco Mele, ideatore del documentario

Il documentario è visibile anche qui >>>
mandiamoliacasa-torino.blogspot.com



Un' articolo di Paola Italiano ne parla: è uscito su La Stampa, cronaca di Torino, venerdì 19 novembre.
Cliccateci sopra per ingrandire e leggere:


Complimenti ai realizzatori, una bellissima sorpresa per tutta San Salvario!

sabato 20 novembre 2010

Mi rifiuto!

L' impegno di tutti per la riduzione dei rifiuti


La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti trova spazio domenica 21 novembre in Piazza Madama Cristina dalle ore 9 alle 19.
Si svolgerà infatti la “Fiera delle buone pratiche in Città”, con laboratori, animazione, mercatini, giochi, informazione.

Partecipano all’evento Smat con il “bar dell’acqua”, per incoraggiare l’utilizzo dell’acqua del rubinetto in alternativa a quella minerale nelle bottiglie di plastica, il Centro di riciclaggio Creativo Remida della Città di Torino, con il laboratorio "Arte senza scarto: la "rete dei sogni" per trasformare lo scarto in bellezza, la Coldiretti di Torino che insegnerà ai bambini a trapiantare e invasare piantine di fiori con il compost e gestirà un distributore di latte crudo, l’Istituto di ricerca Ecologos, che ha realizzato campagne di comunicazione sulla riduzione degli imballaggi dei prodotti e avviato una catena di “Negozi leggeri”, la Cooperativa Triciclo con l’officina mobile “Tribu’” per imparare tutto sulla manutenzione delle biciclette, la Cooperativa Papili, che realizzerà borse in tessuto trasformando capi dismessi portati dai cittadini, i giardinieri del Settore Gestione Verde della Città che esporranno i loro lavori realizzati con materiale di recupero, i volontari di “Giovani per Torino” del Settore Politiche Giovanili della Città di Torino, che collaboreranno per il buon esito dell’iniziativa.
Città di Torino e Amiat, inoltre, saranno insieme per la campagna “Chi mi ha ridotto così?” finalizzata a coinvolgere i cittadini sensibilizzandoli sulle azioni quotidiane che aiutano a diminuire i rifiuti che si producono. L'iniziativa sarà presente con un infostand durante l’evento di domenica 21 novembre in piazza Madama Cristina e, durante la settimana successiva, in alcuni mercati torinesi.

Ri.Nuovi: la seconda vita degli oggetti


Ri.Nuovi: la seconda vita degli oggetti, progetto a cura di Bazura, ManaManà e di Todo Modo,per la promozione della capacità di artigiani, professionisti e semplici appassionati, di trasformare gli oggetti dandogli una nuova vita.

Il lancio del progetto avverrà domenica 21 novembre alla Casa del quartiere di via Morgari 14, a Torino, dalle 18.00 alle 22.00.

Si sperimenterà il riuso e il riciclo creando cornici da materiali di scarto per l'opera collettiva "Quadro lungo un giorno", realizzato a cura dell'associazione Arte dei ricci, e con cui si finanzierà una parte del progetto che al momento è sostenuto e patrocinato dalla Circoscrizione 8 del Comune di Torino.


Il progetto in breve

Ri.Nuovi: La seconda vita degli oggetti parte il 21 novembre e fino alla primavera del 2011 si articolerà in diverse attività:

  • Workshop che si svolgeranno nei locali pubblici di San Salvario, tenuti dagli artigiani, che insegneranno al pubblico a manipolare e trasformare gli oggetti usati in oggetti che trovano una nuova utilità;

  • Focus group, momenti di confronto che daranno la possibilità agli artigiani di far emergere le problematiche di quanti sviluppano le proprie abilità portando a nuova vita beni già usati e considerati inutili;

  • Un bando di concorso destinato a premiare i progetti e gli oggetti che meglio esprimono l’idea di trasformare un rifiuto in qualcosa di utile;

  • Una mostra mercato che nella primavera del 2011 trasformerà per un giorno i Portici di via Nizza a Torino in officine gestite da artigiani;

  • Dibattito pubblico a cui parteciperanno gli artigiani coinvolti, istituzioni e amministratori della Città, con l’obiettivo di sostenere la nascita di nuove imprese artigiane fondate sul riuso, che mettono al centro gli oggetti dismessi come risorse per sviluppare nuovi oggetti attraverso la creatività e il design.

C’è posto per te! E per chiunque sappia lavorare materiali e vuole partecipare all’evento con le proprie idee: artigiani, appassionati del fai dai te, giovani artisti e designer.


Maggiori informazioni su www.manamana.it e su www.bazura.it

venerdì 19 novembre 2010

ManipolAzioni


In occasione del XXI anniversario della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, nell’ambito della Global Education Week (settimana globale per l’educazione), il giorno sabato 20 novembre 2010, presso la Casa del Quartiere di San Salvario in via Morgari 14 a Torino, CIFA onlus ha organizzato l’evento ManipolAzioni, un intero pomeriggio di gioco, attività creative e sensibilizzazione sul tema dei diritti dell’infanzia dedicato ai bambini (e ai loro genitori) con tanti colori e una ricca merenda. La giornata inizia alle ore 14 e termina alle 17.30.

Per più info: www.cifaong.it

Presentazione del libro "Quando io ero piccolo"


SABATO 20 NOVEMBRE
ore 18.30-20.30

alla Casa del Quartiere, salone piano terra
via Morgari 14, 10125 Torino

Presentazione del Libro:

"QUANDO IO ERO PICCOLO, storie da condividere"
da una “luminosa idea” di Alberto Giarrizzo

Presentano Maria Luisa Dodero e Augusto Montaruli

Letture di Alessandra Terni

Con la partecipazione di Enrico Bosisio di "Annulliamo la distanza"


"Quando io ero piccolo" nasce su Facebook grazie ad una felice intuizione di Alberto Giarrizzo, condividere con altri i ricordi dell’infanzia sollecitati dalla domanda di sua figlia: papà mi racconti di quando eri piccolo? Alberto scrive il primo racconto al quale seguono quelli degli amici più assidui, comincia il passaparola e ne arrivano altri. Molti altri. Il gruppo cresce, si superano i mille iscritti e vengono condivisi oltre cento racconti. Oggi gli iscritti al gruppo sono oltre duemila con oltre duecento contributi. Gli iscritti e gli autori provengono da diverse regioni e sono di diverse generazioni, in comune hanno la voglia di raccontare e il desiderio di valori semplici e condivisibili. Il libro nasce per non disperdere questa ricchezza. Leggere e scrivere i racconti, guardare le fotografie, scambiarci sensazioni ci ha fatto bene. Con il ricavato della vendita del libro aiuteremo la Onlus "Annulliamo la distanza" a operare in Eritrea per la realizzazione di un progetto rivolto ai bambini di quel paese.

foto di Augusto Montaruli

giovedì 18 novembre 2010

Apre baby park serale e festivo


Ideato dall’associazione "Il Mondo di Joele onlus", il centro per bambini si trova nel cuore di San Salvario ed è aperto con un orario inconsueto: il sabato dalle 20 alle 24 e la domenica dalle 15 alle 19. Sarà così possibile trascorrere una serata romantica o una domenica di svago.
Inoltre, l’iniziativa è solidale: utilizzando il baby parking, infatti, si aiutano anche altre mamme in difficoltà. Una parte della quota servirà ad aiutare donne italiane e straniere con problemi economici o di vita. Il servizio è dedicato a bimbi dai 13 mesi ai 6 anni; costa meno di una babysitter perché raccoglie più bambini, ma mai più di dieci; garantisce un’assistenza di qualità, grazie ad operatrici qualificate.
Per attivare il servizio in fase sperimentale serve la presenza di almeno tre bambini.

Iscrizioni e prenotazioni: via Saluzzo 30, tel. 011 6508086.

mercoledì 17 novembre 2010

Corso Raffaello


Articolo di Maurizio Ternavasio, rubrica "Questa è la mia città" de La Stampa, 12/11/2010

"Ammettiamolo, non è mai stato un corso particolarmente bello ma al massimo simpatico, come si dice di qualcuno o di qualcuna che fa tutt’altro che impazzire. E pensare che la sua posizione è deliziosa, anzi strategica: parte da via Nizza, e finisce giusto davanti alla Rotonda del Valentino. Tra l’altro il cavalcavia che collega San Salvario (via Valperga) con San Secondo (corso Sommeiller) originariamente doveva partire proprio da corso Raffaello: e se così fosse stato, con il senno di poi, si sarebbero evitati per sempre gli imbuti di traffico di via Valperga.

Corso Raffaello a mio avviso non è particolarmente avvenente (si può dire, di un corso?) per via dei palazzi che vi si affacciano: se quelli d’epoca, a parte qualche raro caso, non sono trascendentali, quelli costruiti dal dopoguerra in avanti, probabilmente per rimpiazzare gli stabili rasi al suolo dai bombardamenti, hanno stili e altezze profondamente diverse. Ne scaturisce, per l’occhio, un qualcosa di indefinito e indefinibile che non rimane nel cuore neppure quando, dalla stazione, si scende a piedi verso il Valentino camminando con il naso all’insù.

Probabilmente non ha giovato ad uno sky line già compromesso di suo lo spostamento provvisorio (ma lo status temporaneo va avanti da così tanto tempo che sembra ormai quasi un fatto definitivo) del mercato di piazza Nizza proprio nel primo tratto di un corso ricco comunque di negozi e di attività commerciali interessanti. In un paio di traverse oltre via Madama Cristina, tra l’altro, a fine Ottocento avevano aperto i battenti le prime industrie automobilistiche, che allora in realtà altro non erano che “boite” ben organizzate i cui proprietari avevano grandi idee e uno spiccato spirito imprenditoriale.

E se dovessi dire cosa, a tavolino, mi viene in mente del corso, citerei, da ovest ad est, il ristorante Raffaello, quel meccanico che fa tanto anni Cinquanta vicino al laboratorio medico, la libreria e, se c’è ancora, il negozietto di marmi (anche funerari). Tra l’altro il corso in questione è stato recentemente interessato da un importante trasformazione urbanistica: via la storica casa editrice Utet e, al suo posto, nello stesso edificio d’inizio Novecento, un elegante condominio in fase di ultimazione."

Fotografie tratte da Google StreetView

lunedì 15 novembre 2010

E' online il video di Paratissima 2010!

E' finalmente disponibile il video di Paratissima realizzato da Salvatore Cascone e Marco Addonisio.
Complimenti, è davvero un lavoro fantastico!
La musica è azzeccatissima e le immagini mostrano chiaramente la varietà delle opere artistiche che da sempre caratterizzano Paratissima.
E San Salvario, di anno in anno, muta e cambia, attirando sempre più gente. Anche Paratissima, e l' affollata edizione di quest' anno, confermano l' incredibile potere di attrazione che il quartiere sta avendo in questo periodo.

La parola alle immagini:

sabato 13 novembre 2010

Rassegna stampa: Le Poste lasciano via Nizza


Una notizia inquietante...

"Entro il mese di dicembre il vecchio centro delle Poste di via Nizza chiuderà. Se ne va così un importante pezzo di città che funzionava ininterrottamente dal 1940. Lo comunica il sindacato, che ricorda come dal grande edificio partano ogni giorno i portalettere verso centro il storico, la Crocetta, San Salvario e l’area compresa tra corso Massimo e via Nizza fino al Lingotto e la collina.

Delia Fratuccelli e Pino Stasi della Cgil e Diego Vendemmiati dei Cobas spiegano che «la struttura è giudicata non più idonea a svolgere la propria attività, se non verrà sottoposta a interventi di ristrutturazione e di adeguamento alle norme previste per legge». E si interrogano su quale sarà il loro futuro. In sostanza ritengono che le Poste avrebbe potuto tenere aperto il centro e giudicano la chiusura «una scelta affrettata che non è stata ben valutata». Ipotizzano anche che «oggettivamente, e indipendentemente dalla volontà dei singoli», il servizio possa peggiorare.

Da via Nizza il centro di smistamento si sposterà in via Marsigli e in corso Tazzoli, entrambe sedi di proprietà di Poste Italiane. Per i sindacalisti significa «che i portalettere in servizio nelle zone centrali della città da qui in avanti dovranno percorrere tra i dodici e i quaranta chilometri, mentre oggi le percorrenze sono comprese tra uno e venti».

Non hanno dubbi: «Il disagio dei lavoratori ricadrà inevitabilmente sulla puntualità e sulla qualità del servizio. Sembra inevitabile che le spese di carburante e di manutenzione, ma anche l’aumento del rischio infortunistico, saranno più che raddoppiati. Tanto più se le prossime stagioni invernali assomiglieranno a quelle trascorse, dove abbondanti nevicate e gelate hanno reso, e riporteranno l’attraversamento della città, pericoloso e con tempi di percorrenza raddoppiati; tempi che saranno sottratti all’attività di recapito».

Oltre alla chiusura di via Nizza, alle Poste torinesi cambierà anche l’organizzazione. Spiegano i sindacalisti: «Da novembre i portalettere consegnano la posta dal lunedì al venerdì con un prolungamento giornaliero di 72 minuti. Il progetto nasce come risposta al calo generalizzato del traffico della corrispondenza. In città vi sarà una riduzione di 66 zone di recapito, che rappresentano il 12% delle vecchie zone territoriali. Inoltre da gennaio partirà la liberalizzazione del mercato postale. In questo quadro di apertura a nuovi soggetti imprenditoriali, pensavamo che l’azienda confermasse la scelta di mantenere una struttura centrale, che gestisce da sola il 37% del traffico postale della città»."

di Marina Cassi

Articolo de La Stampa, Cronaca di Torino, 13/11/2010

Cosa ne sarà del mostruoso edificio in futuro?

venerdì 12 novembre 2010

Rassegna stampa: Tentato stupro in via Nizza


"Tentativo di stupro ieri sera a Torino in una strada del centro cittadino. Vittima una studentessa di 21 anni che, attorno alle 22.30, stava percorrendo via Nizza, nei pressi di via Bertholett, nella zona di san Salvario, vicino alla stazione ferroviaria.

La giovane, di origine brasiliana, è stata avvicinata da un uomo, Pjeter Prenaj, operaio kossovaro di 35 anni residente a Lecco, che ha iniziato a farle delle avances. Al rifiuto della ragazza, però, lui l’ha spinta contro il muro immobilizzandola e cercando di denudarla.

A quel punto lei si è opposta con tutte le forze ed è riuscita a fuggire a piedi. Intercettata da una gazzella dei carabinieri della compagnia San Carlo che presidiava il quartiere, ha fornito indicazioni che hanno permesso di individuare l’aggressore e ad arrestarlo poco distante.
"

Articolo da La Stampa, Cronaca di Torino, 11/10/2010

giovedì 11 novembre 2010

Wayne Horse@Galo Art Gallery


Opening: 11/11/2010

Time: 17:00 – 21:00

Place: Via Saluzzo 11/g

10125, Torino

Telephone: +39 (0)11 7900074

mercoledì 10 novembre 2010

Cartoline dal passato



Via Nizza e la chiesa di San Salvario in alcune cartoline tra l' ottocento e il novecento.

lunedì 8 novembre 2010

Graffiti sul cavalcavia di corso Bramante


Il cavalcavia di corso Bramante, ai limiti di San Salvario, è oggetto di una manutenzione straordinaria che durerà ancora per 7 mesi: è prevista la sistemazione dei marciapiedi e della struttura del ponte, con conseguente riduzione della carreggiata.
Sabato 6 novembre, in collaborazione con Picturin, il muro adiacente del cavalcavia è stato dipinto da una folta schiera di artisti...proprio mentre l' arte impazzava dall' altra parte del quartiere con Paratissima.

Eccovi i risultati...

Prima

Dopo


Fotografie di Alessandro Porro

mercoledì 3 novembre 2010

E' l' ora di Paratissima 2010!


Inizia a partire da oggi l' evento off di Artissima, Paratissima!
Dal 3 al 7 novembre si svolgerà a San Salvario la sesta edizione, un po' controversa, della rassegna d'arte. Quest' anno infatti gli sponsor sono una presenza molto rilevante, e su tutti spicca la Fiat. Indi per cui qualcuno si è domandato se fosse giusto parteciparvi.
Fatto due calcoli, tutto sommato, l' arte non fa male a nessuno.
Quello che è sicuro è che quest' edizione è ricca di novità e di appuntamenti, e l' intero quartiere ne verrà investito. Sperando che si eguagli, o addirittura superi, l' edizione fantastica dell' anno scorso.

Per info e programmazione: www.paratissima.it

da lastampa.it

"Più di 450 giovani artisti e creativi, circa 160 location espositive, 3 progetti speciali, 12 eventi paralleli, oltre 150 performance live: sono questi i numeri di Paratissima, l'evento "OFF" di Artissima in programma dal 3 al 7 novembre nelle strade, nelle piazze, nelle botteghe degli artigiani, nei negozi, negli studi professionali e nei locali storici di San Salvario.

Fresh Art
Noi siamo davvero ciò che mangiamo, come sosteneva il filosofo Feuerbach? Dodici artisti illustri hanno deciso di mettersi in gioco aprendo la porta del proprio frigorifero «allestito» e «rimpinguato» di cibi e bevande normalmente acquistati e consumati nella quotidianità. Letteralmente «Arte al fresco» in 5 ristoranti tipici, 3 pranzi e 6 cene per 10 persone, aperti al pubblico, fino ad esaurimento posti.

Così è se vi Panda
30 artisti x 30 opere x 30 anni di Panda. Per celebrare l'anniversario dell'utilitaria sono stati selezionati 30 pezzi d'auto(re) che contribuiranno a ricostruire idealmente una versione artisticizzata.

Me ne frigo
La «social mostra» delle foto finaliste del concorso per frigoriferi emergenti rivolto a coinquilini, a coloro cioè che (con)dividono, per scelta o necessità, il «frigo tazebao», elemento per eccellenza della «coabitazione» con la sua rigida struttura a ripiani, terreno di incontro/scontro tra gusti, culture e stili di vita differenti. E' la vetrina della casa: massiccio e imponente cattura l'attenzione e diventa il muro della memoria e del promemoria, ricettacolo di foto, gadget, post-it, bollette da pagare, lista della spesa, etc?

Parafùtbol
Piazza Madama Cristina ospita la prima sfida calcistica per i campioni dello startup di impresa e aspiranti imprenditori creativi. Sulla grande pedana verde del PerMicro Stadio lo sport nazionale per eccellenza si reinventa per raccontare e mettere in scena le traiettorie di coloro che vogliono avventurarsi nel percorso di costituzione di una nuova attività.

Motel Connection live
Un vero e proprio palcoscenico verticale è quello che ospiterà la performance del trio elettronico «A vertical stage session» sabato 6 novembre alle ore 21. «E' un progetto che si sposa con quello del nostro creative network, quello spazio virtuale di co-design presente sul sito motelconnection.net dedicato interamente alle idee e alle proposte che arrivano dal nostro pubblico».

Share the art
Sharing è il primo progetto di housing sociale temporaneo a Torino che prevede la riqualificazione di un immobile di circa 10mila mq alle porte della città, in via Ivrea 24, per un totale di 180 unità abitative. L'esposizione fotografica di Arianna Forcella, allestita in occasione di Paratissima, mostrerà la struttura prima dell'intervento di SH.

Green Graffiti
Paratissima, in collaborazione con 6secondsTO, e con il supporto di GamEdit, presenta un'anteprima del progetto «TO Dream Green!», vincitore del bando «Gioventù Esplosiva», realizzato dalla Città di Torino nell'ambito di Torino 2010 European Youth Capital, e finanziato dal Ministero della Gioventù. Il metodo del «Reverse Graffiti» ? graffiti al contrario ? sarà usato per proporre messaggi dall'alto valore civile e dalla resa scenografica ed artistica indubbia, per comunicare l'importanza dell'ecosostenibilità ed invogliare gli spettatori della performance ad approfondire la cultura e la consapevolezza ambientale dello spazio urbano che li circonda.

cARTElli
I classici avvisi «vendesi» e «affittasi» si trasformano in «cARTElli»: a tutti i partecipanti ne sarà consegnato uno «in bianco» su cui sbizzarrirsi.

Green Corner
Approfondisce il tema della cucina, ricostruendo in via Nizza 19 un ambiente reale di cucina/set fotografico dove i visitatori potranno intrattenersi con l'artista/fotografo Stefano Druetta lavorando insieme in una «shooting session».

Kinder Art
I bambini vivono di piccole «scoperte». Sono la loro gioia ed insieme il nutrimento per la loro fantasia. Il successo dell'ovetto sta tutto nell'aver capito questo. Domenica 7 novembre la Paramostra per i piccoli in piazza Madama Cristina.

Cena d'artista
Se il frigorifero ha la funzione di trasmettere il messaggio che l'artista è prima di tutto un essere umano, il passo successivo è rappresentato dalla possibilità di conoscerlo di persona in un momento conviviale, aperto e informale in cui poter interagire. Per partecipare basta inviare una mail con i propri dati all'indirizzo freshart@paratissima.it"

Qui sotto alcune immagini dell' edizione 2009:

martedì 2 novembre 2010

Il Cineteatro Baretti - Intervista ad Alberto Giolitti


da nuovasocietà.it

"Il Cineteatro Baretti, nel cuore di San Salvario, negli ultimi anni è diventato un vero centro servizi culturali e non solo per il quartiere. Molte sale cinematografiche di seconda visione, infatti, hanno patito la crisi e sono state costrette a chiudere, altre invece sono sopravvissuti solo grazie alla loro trasformazione in centri multiculturali dove si svolgono attività teatrali e iniziative legate alla vita associativa e culturale del quartiere (stage di danza, laboratori musicali, incontri con espressioni delle varie identità etcniche ecc.).Il Baretti è stato uno dei primi ad attuare questa trasformazione. Alla base di questo cambiamento vi è stata una ristrutturazione degli ambienti e la gestione affidata all'associazione culturale Baretti costituita da volontari. Al responsabile della sala, Alberto Giolitti, abbiamo posto alcune domande su questa interessante realtà ed esperienza:

Com'è nata questa tua idea e sfida partendo da un cinema parrocchiale?
Non è una mia idea. Eravamo e siamo un gruppo di amici con la voglia di sviluppare spazi per far esprimere le espressioni sociali e culturali del quartiere. Un prete illuminato (don Gallo) ce ne ha dato la possibilità, dei soldi a fondo perduto (all'epoca c'erano ancora) ci hanno permesso di ristrutturare la sala, la caparbietà, capacità e forza di coesione di Damiano Accattoli, presidente della nostra associazione, ci ha permesso di portare avanti questa sfida.

Il Quartiere San Salvario ha rappresentato un ostacolo o invece un contesto positivo per le diverse iniziative?
A S. Salvario ci siamo nati, è la nostra casa. E' stato il caso a volere che la sala fosse qui, o forse l'Associazione Baretti è nata proprio perchè la sala era qui. Poco importa. Di certo le difficoltà di questo quartiere non ci hanno spaventato, anzi abbiamo riscontrato un gran bisogno di spazi socioculturali per far esprimere, dialogare e incontrare le mille anime del quartiere di ogni età e provenienza.

Ci puoi spiegare come si è realizzato il coinvolgimento di varie realtà del quartiere (anziani, donne, gruppi giovanili, immigrati..).
Non è così facile e non ci siamo ancora pienamente riusciti nonostante diverse importanti iniziative. Ora siamo concentrati per sviluppare ulteriormente questo aspetto. L'idea è quella di essere coadiuvanti, di facilitare la trasmissione dell'espressione artistica. E' appena nato, a tal proposito, un nuovo progetto "cantiere di arti varie" che offre ai ragazzi nel pomeriggio (spesso allo sbando in quanto la scuola non ha più i soldi per occuparsene) corsi ad offerta libera di musica, teatro e danza

Da tre anni il martedi la sala del Baretti è piena di persone che seguono la rassegna "Cinema invisibile – Portofranco". Come si spiega un simile successo in un momento in cui tv, internet, dvd, soffocano tutte le espressioni del cinema di quartiere?
E' un progetto che l'Associazione ama molto. I film che passiamo (visionati e scelti da un gruppo di persone esperte, o solo amanti del cinema, tutti soci del Baretti) sono caratterizzati da argomenti sociali o di impegno politico, di qualità. Produzioni importanti (spesso con riconoscimenti internazionali) provenienti da tutto il mondo che hanno avuto nel nostro paese poca o nulla distribuzione. Funziona, e funziona molto bene, perchè è un prodotto di alta qualità che in pochi fanno. Ad esempio l'ultimo film proiettato, "Paradise now", del regista tedesco-palestinese Abu Assad Hany, riguardava la storia di un giovane di Nablus che per riscattare l'onta di aver avuto un padre collaborazionista accetta una missione suicida in Israele, con tutti i dubbi ed i retroscena umani..

Attualmente si parla di tagli alla cultura ed in particolare nel contesto delle attività legate al cinema ed al teatro che di fatto esistono solo se supportate da finanziamenti pubblici. Quali difficoltà state incontrando? La chiusura di "Documè" è alquanto eloquente.
La situazione è triste, noi galleggiamo a vista (per fortuna in questo campo Damiano e Federico, Presidente e amministratore, sono molto bravi). La politica culturale è un bel disastro, in particolare per la non trasparenza dei finanziamenti e peggio ancora per la mancanza di una politica sulla linea di distribuzione fondi. Capisco che dei tagli ci debbano essere, ma motivate le vostre scelte. Diteci quanto, perchè e su che base con quali criteri tagliate fondi alle varie realtà finanziate. L'altro grosso problema che mette in ginocchio tutti quanti sono i ritardi (come minimo annuali) dei pagamenti. Come dicevo la situazione è triste, e "Documè" ne è stata una vittima. Nonostante riuscisse ogni lunedì a riempire il cinema con i suoi interessanti documentari da tutto il mondo.

Quali prospettive future per il mantenimento di tante iniziative che hanno avuto significativi riflessi sul piano del dialogo e della socialità tra le varie componenti etniche e sociali del quartiere?
La speranza sono i ragazzi, i nostri e gli immigrati di seconda generazione, che stanno andando a scuola e crescendo insieme. E' proprio con le scuole del quartiere che stiamo progettando nuove forme di collaborazione sostenibile.

Quali sono i vostri rapporti con le istituzioni locali (Circoscrizione, Comune e Regione)?
Con la circoscrizione 8, quella di San Salvario appunto, abbiamo un ottimo dialogo ed un piccolo sostegno. Con il Comune un dialogo e un buon sostegno. Con la regione un sostegno. Ma il tutto avviene molto dilatato nel tempo.

Quale sarebbe il cinema-teatro che vorresti realizzare o che sogni per il futuro?
Un buon cinema, un bel teatro con annessa una libreria e un bistrò e guadagnare di più, continuando a lavorare con la donna che amo e con i mie amici.

Cosa ti piace del tuo lavoro, della tua esperienza? Pensi di continuare ancora per molto con il Baretti o vedi altre strade nel tuo futuro?
Fare parte di questa realtà impegnandomi con tutta la serietà e professionalità possibile per il Baretti.Io qui mi esprimo e mi sento felice."

di Moreno D'Angelo

Per info e programmazione del Cineteatro Baretti cliccate su: www.cineteatrobaretti.it
via Baretti, 4 Torino
011 655187

lunedì 1 novembre 2010

Raid vandalici contro la sede di Torino Cronaca



Proseguono i raid vandalici contro la redazione torinese di CronacaQui in via Principe Tommaso 30 (ma hanno colpito il 28).

Foto de La Stampa, 1/10/2010